Loceri anche quest’anno prega in sardo. I riti più suggestivi della Settimana Santa in limba – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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Pregare in sardo significa percorrere un sentiero, vuol dire abitare una dimora spirituale. La parola di Cristo si fa preghiera in un idioma. Per una comunità sarda pregare in sardo significa sperimentare in maniera più intima la relazione con Dio.

A Loceri anche quest’anno si celebrano i riti più suggestivi della settimana Santa, iniziata Domenica delle Palme, dando lo spazio necessario al sentimento e all’affetto che questa comunità ha nell’esprimersi nella preghiera in lingua sarda. A Loceri si prega e si canta abitualmente in sardo infatti tutto l’anno liturgico è sempre accompagnato dai canti tradizionali sardi. Così, attraverso il rosario e vari canti, si aiuta il fedele a vivere più intensamente gli stessi atti liturgici.

Il Giovedì Santo si è celebrata la messa solenne in ricordo dell’Ultima Cena, a fine celebrazione i confratelli accompagnati dal suono de “sa matraca” hanno esposto il simulacro del Nazareno a significare l’arresto di Gesù.

Venerdì Santo al mattino si è celebrata la liturgia delle ore con ufficio delle letture e lodi mattutine con i fedeli convenuti. alle tre del pomeriggio davanti l’altare della “riposizione” in ricordo dell’ora in cui morì Gesù si canta il tradizionale “atitu” de Nostra Sennora ( Fillus chi boleis formai de làgrimas duus errius, is crudelis doloris mius unu pagu cuntemplai) questo il preludio al canto.

Alle 18 la liturgia del Venerdì Santo durante la quale viene esposto il grande crocifisso e si procede con l’adorazione della croce che quest’anno per una maggiore tutela a causa dell’emergenza covid 19 farà solo il parroco a nome di tutta la comunità mentre si canta il tradizionale “ A sa Grugi santa totus adorai”

A conclusione della liturgia segue subito la via crucis tutta in sardo e conclude la deposizione del Cristo morto da parte di Giuseppe di Arimatea e Nicodemo “su Scravamentu”, solitamente ufficiata dai confratelli quest’ anno è però solo simbolica a causa delle restrizioni anticovid. È stato uno dei momenti più toccanti della settimana santa locerese.

Oggi alle 22 si terrà la veglia pasquale con la benedizione del fuoco e dell’acqua mentre nella giornata della Pasqua, alle 10.00 sarà rappresentato in modo sintetico “s’Incontru”, con le statue di Maria e del Risorto esposte in parrocchia.

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