Lo sapevate? L’usanza sarda della notte di capodanno raccontata da Grazia Deledda

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Nella notte di capodanno in Sardegna, come racconta il blog “Contusu”, soprattutto in Barbagia, esisteva un’usanza molto diffusa, su giogu ‘e sos olzoso, che serviva a capire se due persone si volevano bene davvero e se la loro relazione sarebbe stata stabile anche nell’anno entrante.

Il gioco consisteva nel prendere una bacinella (o un secchio) e riempirla d’acqua. Una volta riempita si inizia a creare un mulinello con un dito. A quel punto si buttavano dentro due chicchi d’orzo a cui si davano i nomi delle persone di cui si voleva conoscere il futuro sentimentale. Dopo che i chicchi d’orzo avevano girato un bel po’ uno dei due di solito si fermava al lato e smetteva di girare. Se l’altro chicco d’orzo si fermava nello stesso punto poco dopo allora significava che le due persone si volevano bene per davvero. Se invece il secondo chicco continuava a girare da solo o si fermava da un’altra parte significava che quell’amore sarebbe durato ben poco, difficilmente oltre la fine dell’anno che stava per cominciare.

Questa tradizione viene raccontata benissimo anche da Grazia Deledda, nella novella “L’ospite”. Ecco il brano in cui la racconta:

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