Lo sapevate? Il braccialetto verde contro il malocchio rappresenta simbolicamente una pianta, ecco quale – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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Tutto nasce dall’atavica paura del malocchio, al quale ancora oggi moltissime persone in Sardegna credono fermamente. “Po no ddu pigai a ogu”, di solito è questa la frase che accompagna il dono ai neonati sardi, di un braccialetto verde. In molti, ancora oggi credono nella capacità di alcune persone di portare sfortuna, soprattutto ai bambini, semplicemente con lo sguardo, che spesso sarebbe carico d’invidia.

E si pensa che far indossare al bambino un braccialetto verde scongiuri il rischio che il “Frastimo sieda”, cioè che davvero lo sguardo malevolo si trasformi in sventura. Ma perché verde? La scelta di questo colore deriva da una tradizione antichissima, diffusa in tutta l’Isola, di posizionare alcune foglie di prezzemolo, più raramente di menta tra le fasce e il corpo del neonato, in modo che aderissero direttamente alla pelle.

Si credeva che il profumo forte della pianta scacciasse gli spiriti maligni. Con il tempo si è persa, per fortuna, la pratica di fasciare i neonati. Con gli abitini più larghi diventava difficile tenere le foglie di prezzemolo aderenti alla pelle dei bambini, così si è pensato di sostituirle con un nastrino verde nascosto, da legare alla biancheria dei piccoli.

Negli ultimi decenni, il semplice nastrino verde si è evoluto fino a trasformarsi in un vero e proprio gioiello da ostentare. E visto il gran numero di bambini che ancora indossano il braccialetto, è chiaro che molti genitori temono ancora “S’ogu malu”.

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