Lo chef-macellaio simbolo della rinascita di Bitti – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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BITTI. L’insegna non sarà vergata in sardo bittese, ma il Meat store di via Buggerru, rione Gurumuru, aperto al pubblico da lunedì 12, è a tutti gli effetti, anche con l’idioma inglese un attestato d’amore per il suo paese. Per Sebastian Bandinu, 37 anni, chef e macellaio all’occorrenza, serviva una prova di carattere, di volontà, sicuramente più forte dell’energia distruttrice dell’ultima alluvione, quella del 28 novembre scorso. Allora acqua e fango hanno solo rimandato il suo sogno di impresa di un’attività che doveva sollevare le saracinesche a giorni, reso tutto più difficile e complesso, ma non impossibile. Ma forse era anche quella un’esperienza da vivere con trasporto per trarre tutto quello di buono che è arrivato anche da un momento così negativo e ripartire, questa volta davvero con tutte le energie necessarie per affrontare la nuova sfida. «Avevo deciso di tornare a casa dopo tanti anni trascorsi fuori a lavorare come chef in grandi alberghi e ristoranti, soprattutto in Costa Smeralda. E malgrado l’ostacolo non da poco dell’alluvione, che ha completamente distrutto tutti i macchinari che avevo acquistato per il precedente locale – quello di via Cavallotti – a pochi giorni dall’inaugurazione, ora è finalmente arrivato il momento di iniziare – dice Sebastian Bandinu, che racconta il suo locale –. Non sarà una classica macelleria, si lavorerà la carne nei diversi tagli, dalla locale a quella internazionale. Sia cruda (tartarre e carpacci), ma avremo la possibilità di realizzare anche delle precotture per consentire al cliente di concluderla nella propria casa» spiega lo chef che ha anche previsto uno spazio con dei tavoli dove sarà possibile consumare le carni: dal classico panino con fettina, ai diversi tagli, bistecche ed altro. Il tutto in un’atmosfera informale e piacevole che privilegi il gusto e la qualità dei prodotti in un ambiente informale ma al tempo stesso accogliente. «Non vedo l’ora che arrivi lunedì. Qui vorrei realizzare il mio progetto di vita farmi una famiglia e tutto quello che comporta. Con il mio precedente lavoro era decisamente più complicato» rimarca. Se è riuscito a ripartire dopo le tante peripezie sa che molto lo deve a se stesso, alla sua famiglia ma anche a tanta gente che ha mostrato concretamente una solidarietà vera e toccante. E se il cielo ha scaraventato tanta di quell’acqua da fare danni ingenti, anche l’affetto, il lavoro, la vicinanza delle persone, è stata una valanga di emozioni. «Sento nei loro confronti un profondo senso di gratitudine. Le donazioni dei privati sono state numerose, alcune davvero inaspettate. Una signora di Milano che ha sentito della mia storia in un servizio televisivo mi ha fatto un importante versamento. Tanto hanno fatto altri miei colleghi. Spero di poterli ospitare al più presto» conclude Sebastian per poi rimettersi al lavoro nel suo nuovo regno tra arredi in acciaio nuovi di zecca e affilati coltelli, che non sono affatto un optional. Il taglio è un’arte anche nel variegato mondo della carne che qui conta su un numero consistente di estimatori.

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