Liceo Satta: gli studenti tornano in classe – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. «Ragazzi, si torna in classe». Così 390 studenti in sciopero fino a sabato scorso, ieri mattina hanno deciso di riprendere le lezioni. Dopo l’intervista esclusiva concessa alla Nuova Sardegna che ha segnato la rottura del silenzio stampa da parte della preside del liceo delle Scienze umane e Musicale “Sebastiano Satta”, a parlare sono ora gli allievi. Lo fanno attraverso la voce di Emilian Albu e Andrea Brandone, due dei sei portavoce dei 400 alunni in sciopero, che quotidianamente siedono al tavolo della dirigente Carla Rita Marchetti e del suo staff per dialogare, studiare soluzioni e mettere dei punti fermi affinché la vita dell’ex istituto magistrale possa tornare quella di prima. Se da un lato la presidenza ha dato da subito un segnale, con l’apertura della trattativa e con la convocazione di un Collegio docenti straordinario, dall’altro lo hanno dato anche gli studenti che ieri hanno interrotto lo sciopero: «Non si è trattato di una tregua, infatti – spiegano i due studenti 19enni di Orosei – il da farsi si deciderà solo in funzione delle decisioni del Collegio straordinario dei docenti. Ci muoveremo in base a questo, subito e contro o a favore di una ripresa dell’attività curricolare. Ieri abbiamo deciso di entrare a scuola per dimostrare che non abbiamo interesse a perdere delle ore di lezione, ne mancare al dovere dello studio».

Le decisioni del Collegio docenti saranno rese note in queste ore: «A nostro parere – commentano Emilian Albu e Andrea Brandone – le proposte preparate da noi sulla gestione degli aspetti legati alle normative anti-Covid, sono ben strutturate e saranno valutate nel migliore dei modi da parte degli insegnanti. Anche loro si sono resi conto che fosse necessaria una revisione che deve per forza di cose comprendere anche la gestione della loro autorità per esempio rivedendo la mole eccessiva di note disciplinari». Anche la questione legata ai telefonini sarà discussa: «Riteniamo – dicono – che la scuola sia un luogo nel quale dobbiamo imparare a responsabilizzarci per essere ottimi cittadini un domani. In nome di questo vogliamo fiducia: vogliamo tenere i telefoni spenti ma sopra il banco o nel nostro zaino. Possiamo dimostrare di essere maturi, anche per questo chiediamo di essere puniti se lo meritiamo, non a priori». Unghie lunghe e piercing: «La dirigente ci ha assicurato che questo argomento sarà ridiscusso con il dipartimento di Scienze motorie. In merito abbiamo chiesto di non essere più relegati in panchina ma di essere assegnati ad un altro esercizio fisico se quello che ci viene chiesto di fare diventa insicuro per chi porta le unghie lunghe». Ed è proprio il dialogo tra le parti che giorno dopo giorno sta portando alla conclusione della sollevazione studentesca: «Siamo molto contenti del confronto quotidiano con la dirigente – confermano i portavoce – che è stata disponibile ad ascoltarci fin da subito e a mettere in moto la grande macchina delle istituzioni scolastiche. Confidiamo sul fatto che il Collegio docenti dimostri la stessa sensibilità. Per quanto ci riguarda, da oggi in poi segnaleremo alla preside ogni tipo di azione che vada oltre il limite delle regole scritte da parte degli insegnanti». Per i liceali del “Satta” c’è del costruttivo anche nel disertare le lezioni: «Questo sciopero rappresenta una grande occasione di crescita personale – commentano –. Quando un malessere sfocia in un pensiero comune, questo ha diritto di essere rivendicato. Abbiamo raggiunto anche un altro obiettivo quindi, quello di risvegliare gli animi di tutti quegli studenti che hanno paura di dire la loro». Un pensiero anche ai genitori: «Ogni ideale si fa valere con dei sacrifici. Speriamo che i nostri genitori siano fieri di noi e che abbiano creduto davvero in un cambiamento che volevamo fortemente. Abbiamo fatto questo anche pensando a chi vivrà la scuola negli anni futuri, una scuola dove il nostro parere è importante».

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