L’hospice riapre le porte ai pazienti – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. I raggi di un sole primaverile filtrano tra le fronde degli alberi dello Zonchello e accompagnano la camminata incerta del primo dei due pazienti che ieri mattina sono stati ricoverati nell’hospice di Nuoro. Il reparto ha finalmente riaperto i battenti: la dottoressa Grazia Sirca, alle otto ha puntualmente timbrato il cartellino e preso servizio nella struttura dove, per settimane i letti sono rimasti vuoti. I volontari della onlus “Kairos – amici dell’hospice” hanno tolto i cartelloni della protesta, inscenata qualche giorno fa con i malati di “Vivere a colori”, e ripreso il loro posto nelle corsie del reparto. Il loro compito, supportare medici, infermieri ed oss nel duro lavoro quotidiano e confortare i familiari.

Giuseppina Raggio, presidente dell’associazione di volontariato, arriva di buon mattino. E non riesce a trattenere la soddisfazione per l’obiettivo raggiunto, seppure tra mille ostacoli. «Sono contenta che finalmente si sia ripresa l’attività in reparto» dice la volontaria. Da ex paziente oncologica sa quanto il servizio di Cure palliative possa far la differenza per chi soffre. «So bene quanto possa essere devastante il male – prosegue la volontaria di Kairos – e so quanto sia fondamentale un servizio come l’hospice. Tanta mobilitazione è infine servita per garantire ai malati il sacrosanto diritto ad un commiato dignitoso».

Le ore trascorrono lente in questo angolo silenzioso dove il dolore si stempera non solo con i farmaci ma anche con i sorrisi degli operatori e dei volontari. Arriva il secondo paziente e, poco dopo, le undici arriva anche la deputata Mara Lapia che vuole vedere con i suoi occhi se realmente la struttura ha ripreso l’attività di degenza. «Purtroppo i pazienti ci sono e questo significa che le persone bisognose dell’assistenza ci sono sempre state» commenta la parlamentare che sull’interruzione dei ricoveri ha presentato un esposto in Procura. La guardia – ma questa oramai è una costante quando si parla di sanità nuorese – rimarrà alta. Prossimo traguardo: il potenziamento del servizio diretto dal medico palliativista Salvatore Salis affinché la continuità assistenziale sia a 360 gradi. «Auspico che l’unità promessa dalla commissaria straordinaria Assl, Gesuina Cerchi, arrivi quanto prima. Ribadisco che il servizio deve essere ulteriormente potenziato con medici ed infermieri anche per assicurare ciò che ora è impossibile: l’assistenza domiciliare nel fine settimana. A questo riguardo – conclude – ho già avviato un’interlocuzione con l’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu».

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