«L’ateneo riparte dal territorio» – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. «Oggi mi sento a casa. Non solo perché qui ritrovo amici di vecchia data, ma soprattutto perché non considero affatto Nuoro una sede periferica dell’università di Sassari, ma una parte importante di quel sistema di università dei territori, insieme con Alghero e Olbia, che come ateneo intendiamo sostenere e rafforzare, con corsi di laurea che vanno incontro alla vocazione e alle esigenze di ciascun territorio». A poco più di tre mesi dalla sua elezione, il rettore dell’università di Sassari Gavino Mariotti ha preso parte ieri a un incontro formale con Fabrizio Mureddu, commissario di UniNuoro, il consorzio per l’università nuorese che assicura lo svolgimento dei corsi di laurea in città, e i principali “azionisti” dello stesso consorzio, il sindaco Andrea Soddu e l’amministratore straordinario della Provincia, Costantino Tidu. Mariotti aveva annunciato una sua visita poco dopo l’elezione, e ha mantenuto la promessa.

A fare gli onori di casa c’è Fabrizio Mureddu, dal 2015 alla guida dell’università nuorese, che proprio quest’anno compie trent’anni, e li festeggia – ovviamente con le limitazioni imposte dalla pandemia – con circa 600 iscritti, quattro corsi di laurea e alcune scuole di specializzazione. «Non una sede gemmata, dunque, come sottolinea il rettore Mariotti, con il quale abbiamo rapporti professionali da ben prima della sua nomina, ma un punto nevralgico di un più vasto sistema di ricerca e divulgazione che, soprattutto a Nuoro rappresenta una sfida sociale ed economica», ha detto Mureddu. Prima fra tutte la dispersione scolastica, alta in Sardegna e in modo particolare in Barbagia. «Per questi motivi vogliamo creare una stretta relazione con gli istituti superiori così da fare in modo che il percorso universitario risulti una naturale continuazione del processo formativo degli studenti».

Concetti cari al rettore Mariotti, che in un incontro con i cronisti al termine della riunione definisce determinante il ruolo dell’università nuorese nel contesto più generale dell’ateneo di Sassari, volto sempre più a far valere la propria presenza al di fuori dei propri confini strettamente geografici. «Presto apriremo un ufficio a Cagliari e poi a Bruxelles – dice Mariotti – così da intercettare più agevolmente finanziamenti che possano dare gambe ai nostri progetti. L’università farà un contratto con un lobbista, il termine non suoni oscuro perché parliamo di una figura che ci supporterà in questo percorso di crescita». Ancora sui corsi di laurea. Nuoro ha tre lauree magistrali (scienze forestali in primis), quattro triennali, un master e due scuole di perfezionamento. «Ma il nostro obiettivo – dice Mariotti – è ampliare l’offerta, e proporre per esempio veterinaria, che incredibilmente già esisteva ma non era mai stata presa in considerazione, così da venire incontro alla vocazione del territorio».

Oltre al gap della dispersione c’è poi l’accesso al mondo del lavoro, sempre più difficile per le nuove generazioni. «Stiamo studiando un accordo di programma con il Banco di Sardegna – ha detto il rettore Mariotti – per sostenere l’uscita dall’università e l’ingresso nel mondo del lavoro dei nostri laureati. Il tasso di successo è basso, lo sappiamo. Per questo, approfittando delle agevolazione del bando “Io resto al sud”, di concerto con l’istituto bancario intendiamo dare vita a una linea di credito, con tassi vicini allo spread, che per cinque anni sia di concreto supporto a quanti intendono affacciarsi alla libera professione, e dunque realizzare uno studio o un ambulatorio».

Sul fronte della ricerca particolare interesse per il rettore riveste il Gis (sistema informativo geografico) che, per esempio, consentirebbe ai comuni di affidarsi all’università nella stesura dei piani urbanistici e di tutto ciò che riguarda l’analisi e la gestione del territorio.

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