L’Anci apre a Macomer un Centro per le famiglie – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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MACOMER. Il servizio è già attivo e sarà possibile accedervi in modo totalmente gratuito. Finanziato dall’Anci con un fondo di 25 mila euro, il Centro per le famiglie Marghine offrirà supporto di vario tipo a genitori e figli residenti nell’ambito territoriale del Plus. Attraverso lo sportello di prima accoglienza, con sede a Macomer nei locali dell’Ats in via Satta 19, aperto ogni mercoledì dalle 9 alle 13 e, in alternativa, grazie ai colloqui telefonici e all’assistenza sulle piattaforme informatiche. A rispondere alle domande delle mamme e dei papà, a sostenerli nella gestione delle problematiche educative, a dare loro consigli su come affrontare la vita di coppia o la relazione con i loro ragazzi saranno una pedagogista e un educatore di comunità della cooperativa Millecolori. «La famiglia è il fulcro della nostra società e va sostenuta con tutte le iniziative possibili da mettere in campo nel territorio», afferma la presidente dell’Unione dei Comuni del Marghine, Silvia Cadeddu. Tra le tante attività in programma spicca quella rivolta a preadolescenti e adolescenti. Ascolto, consulenza e prevenzione saranno i cardini di un percorso che mira a svilupparsi proprio nei luoghi in cui questi giovani vivono e fanno le loro esperienze. Si punterà, inoltre, a promuovere la cultura dell’accoglienza e della solidarietà comunitaria col sostegno alle famiglie d’appoggio. Come detto, grande attenzione verrà riservata alla sfera psicologica. Si creeranno degli spazi di ascolto e supporto, individuali o di coppia, nei quali le persone saranno messe nella condizione di affrontare i momenti di crisi e i cambiamenti che possono verificarsi durante le varie fasi dell’esistenza. Neppure i neo o futuri genitori saranno lasciati soli. È stato studiato un programma di aiuto per accompagnarli nell’esercizio delle loro funzioni. Spesso può essere utile un intervento guida per approdare a una genitorialità positiva.

«Il centro si prenderà cura delle famiglie nella loro globalità – precisa Rossana Ledda, delegata alle politiche sociali dell’Unione dei Comuni del Marghine –, valorizzandone il ruolo educativo. Durante l’ultimo incontro workshop a tema, al quale era presente l’Anci, è stata dichiarata la volontà di potenziare i servizi dedicati, anche attraverso fondi strutturali capaci di garantire continuità alle iniziative. L’intero progetto – conclude Ledda –, è stato richiesto dall’Unione nel periodo successivo alla terribile vicenda di cui era rimasto vittima Manuel Careddu. Bisogna impedire il ripetersi di simili tragedie. Per farlo bisogna stare accanto ai nuclei familiari in difficoltà».

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