La strigliata del sindaco rimette in riga Onifai – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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ONIFAI. Si era classificato all’ultimo posto in provincia di Nuoro dopo la prima fase di screening di massa dello scorso 6 e 7 febbraio, ma dopo la seconda sessione di tamponi dell’ultimo fine settimana, il Comune di Onifai si toglie la maglia nera migliorando di sei punti percentuali il dato sulla partecipazione dei cittadini alla campagna promossa per stanare il Covid-19. Il dato della prima fase, fermatosi appena al 15% sul totale dei 712 abitanti, era stato talmente allarmante da far arrabbiare anche il giovanissimo neo sindaco Luca Monne. «Abbiamo avuto il tempo di organizzare lo screening di massa in appena quattro giorni da quando ne avevamo ricevuto comunicazione – afferma il primo cittadino – ed è stato veramente difficile informare le fasce di età più avanzate che sono sprovviste per la maggior parte di nuove tecnologie, attraverso le quali oggi si veicola una parte importante delle cosiddette informazioni utili. La gente del paese – aggiunge – si trovava anche sotto stress dato che questo non era il primo controllo per i miei concittadini, ma è vero, dopo la prima fase di test mi sono arrabbiato molto perché era giusto partecipare ed essere responsabili. Per la seconda fase abbiamo agito diversamente facendo una grande campagna divulgativa con volantini e con il classico passaggio porta a porta».

Numeri alla mano, il dato di Onifai è sensibilmente migliorato, infatti, se il 6 e 7 febbraio i tamponi effettuati erano stati appena 99, dopo una settimana sono diventati 139 portando la percentuale al 21%. Entrando nello specifico dei dati, sui 651 abitanti con un’età superiore ai 10 anni sono stati eseguiti 99 tamponi, sui 22 compresi tra i 10 e i 13 anni ne sono stati eseguiti 10 e sui 32 cittadini compresi nella fascia di età tra i 14 e i 19 anni i tamponi sono stati 8. Nella seconda giornata si screening sono 8 i falsi positivi risultati a seguito del tampone antigenico. «Per fortuna un falso allarma – spiega ancora il primo cittadino – ma abbiamo sottoposto immediatamente i casi in questione e tutti i loro conviventi a tampone molecolare con un esito di 21 negativi. Ringrazio tutti i cittadini che hanno dimostrato una grande responsabilità, non abbassiamo la guardia e continuiamo a essere prudenti». Il 26enne Luca Monne, il sindaco più giovane della Sardegna, fin dal suo insediamento a fine 2020 ha costantemente tenuto sotto controllo il suo paese con una campagna di screening serrata. «Il primo organizzato dal Comune si è svolto già a dicembre – racconta – e i dati non erano allarmanti anche se si intravedeva un po’ di preoccupazione per la comunità. Il secondo è avvenuto a gennaio e qui si erano sottoposti a controllo 168 cittadini e tra questi, sommati ai pregressi, abbiamo raggiunto 32 positivi in totale. L’iniziativa del lockdown comunale ha fatto scendere il dato a solo 1 positivo».

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