La sfida dei commercianti «Ora basta, fateci riaprire» – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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TORTOLÌ. La catena umana “Tortolì noi non ci stiamo”, che ieri mattina ha visto i commercianti e i gestori di tantissime attività (ristorazione, bar, palestre, attività sportive, parrucchiere, estetiste, gioiellerie e altri ancora) in piazza, ha portato la protesta pacifica nelle due principali vie cittadine: la via Umberto e la parte iniziale del lungo viale monsignor Virgilio. Vi hanno preso parte alcune centinaia di gestori di tante attività commerciali che hanno chiesto di potere riaprire in sicurezza. «La situazione è grave – ha detto Paolo Demurtas, del bar-gelateria La Piazzetta – devono dare la possibilità, a tutti di potere riaprire seguendo i protocolli e le regole base anti-Covid. Non so proprio come andrà la stagione vacanziera». Come era stato spiegato annunciato, la manifestazione pacifica di protesta si è svolta in forma di sit-in con postazione personale fissa, fermi in fila indiana. Tutti i partecipanti avevano la mascherina e una maglietta nera, oltre a un cartello con la scritta “Tortolì noi non ci stiamo”. Il distanziamento è stato regolato con un nastro, lungo 150 centimetri, con il quale i partecipanti si sono legati fra loro. «Tutti devono poter lavorare – ha affermato Angelica Chironi, giovane dipendente del bar-pizzeria-ristorante “Il Drago Rosso” di via Umberto – e abbiamo fatto questa catena umana per lanciare un chiaro segnale, affinché ci siano le riaperture delle attività in totale sicurezza». Miles Theissen, della “Giocheria La Piazzetta”, parla di manifestazione giusta: «La mia attività è aperta ma è giusto che tutti possano lavorare. Anche per questo, ho aderito a questa catena umana lungo le due via centrali».

Anche il sindaco Massimo Cannas, si è fermato, nella via Umberto, a parlare con alcuni dimostranti. «La protesta, pacifica, – ha detto, a nome dell’amministrazione – nasce dallo stato di sofferenza causato dalla crisi legata all’emergenza sanitaria in corso. Comprendiamo la grave difficoltà che sta vivendo un intero comparto, indispensabile per l’economia locale, che crea effetti diretti e indiretti in tutto il nostro territorio. Siamo vicini e solidali alle attività economiche e a tutta la nostra comunità per i sacrifici sostenuti».

Cannas e l’esecutivo condividono la necessità che vi sia un maggior impegno delle istituzioni nazionali, regionali e dello stesso Comune «a garantire contributi adeguati legati al contesto di crisi finanziaria in atto; tempi certi e procedure semplificate; norme per le aperture contestualizzate e calibrate alla nostra zona». Ha anche detto che si è consapevoli che sino a quando non vi sarà una vaccinazione di massa, è indispensabile da parte di tutti continuare a garantire le misure di sicurezza. «Dobbiamo mantenere un atteggiamento prudente – ha aggiunto Cannas – per preservare la stagione estiva, uno dei motori dell’economia locale».

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