La Regione salva il Consorzio industriale – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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MACOMER. La Regione salva il Consorzio industriale, che presenta un buco di bilancio da 3 milioni e mezzo, al quale si somma il debito accumulato dalla società partecipata Tossilo SpA, per un totale di 4.369.143 euro. Con una deliberazione che porta in calce la firma della vice presidente Alessandra Zedda, la Giunta guidata da Christian Solinas ha individuato i capitoli di bilancio dai quali reperire i fondi.

Il Consorzio si appresta ad entrare nel vivo della fatidica fase liquidatoria – così come previsto dalla legge regionale del 2008 – attraversata la quale si dovrebbero poi aprire le porte a una nuova stagione, con il trasferimento di tutte le funzioni ad un soggetto costituito ad hoc che subentri nella gestione dell’area industriale macomerese.

Sui tavoli decisivi della Regione Sardegna il fascicolo Tossilo ha atteso a lungo. Dopo un anno di indeterminatezza, scontri interni e cambi ai vertici, a stringere i tempi sembra essere ora l’approssimarsi del 31 dicembre e quindi la necessità, ormai non più rinviabile, di assumere le decisioni nel merito sul futuro del sito nel quale la Regione Sardegna, per il tramite dello stesso Consorzio Zir in liquidazione, nel 2011 ha deciso di investire più di 42 milioni di euro per costruire il nuovo forno per l’incenerimento dei rifiuti (i cui lavori, avviati nel 2016, dovrebbero ormai essere in fase di ultimazione). Di certo c’era che la chiusura della fase liquidatoria e il subentro di un nuovo ente nella gestione consortile comportasse un impegno di risorse per ripianare i debiti accumulati dall’ente consortile. Quelle risorse ora ci sono. A farsene carico è la Regione Sardegna.

Da dove arrivano i fondi? Dall’esercizio 2021 arrivano risorse per 1.369.143 euro: è l’acconto sulle somme complessivamente necessarie per ripianare il disavanzo del Consorzio. Il restante, 3 milioni di euro, è stanziato invece dall’annualità 2022 ed è finalizzato a completare la procedura liquidatoria dell’ente Zir di Macomer. Una spesa di quasi 4 milioni e mezzo per lasciarsi alle spalle la vecchia gestione guidata dai commissari di nomina regionale ed aprirne una nuova, ovviamente ancora tutta da costruire, nella quale i protagonisti dovrebbero essere gli enti e i soggetti che operano sul territorio, a partire dai comuni di Borore e Macomer.

L’atto regionale è datato 10 dicembre. È la stessa data nella quale i soci della Tossilo SpA, partecipata al 98% dal Consorzio di Tossilo, hanno ricevuto la convocazione per l’assemblea, già più volte rinviata in attesa delle determinazioni regionali. La società, attualmente guidata dal presidente Antonio Delitala, è quella attraverso la quale il Consorzio ha gestito la piattaforma dei rifiuti macomeresi e il vecchio inceneritore prima dello stop delle attività. Con in pancia una perdita di 895.343 euro sul bilancio 2020, 28 dipendenti e una scadenza di fine vita alle porte, la SpA vuole giocare la partita per la gestione del nuovo termovalorizzatore e convoca per il 22 dicembre la riunione nella quale affrontare le due questioni decisive: da una parte la riduzione del capitale sociale per ripianare le perdite fino al 31 dicembre 2019, dall’altra la proroga della durata della società, intervenendo con una modifica dello statuto. Su quest’ultimo passaggio, non certo irrilevante, l’intenzione più volte espressa dal presidente Delitala era quella di una proroga ventennale, in funzione di un possibile affidamento a lungo termine del nuovo forno per i rifiuti.

La giunta regionale però, nelle indicazioni impartite al commissario liquidatore del Consorzio, si è espressa in termini diversi, fissando a 5 gli anni di prolungamento della SpA e finalizzandoli alla salvaguardia degli attuali livelli occupazionali e alla ripresa delle attività dell’impianto.

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