La protesta dei docenti: «Cancellati i nostri diritti» – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Nel quarantesimo anniversario della fondazione, la scuola civica di musica Antonietta Chironi vive uno dei momenti più difficili della sua lunga storia. Le lezioni stanno per riprendere, e pure in presenza in un momento così delicato, ma il corpo docente della scuola è agitato nel complesso da un forte malumore per le condizioni di lavoro instaurate dal nuovo gestore nel bel mezzo dell’anno scolastico. «Se da un lato prendiamo atto delle rassicurazioni del Comune sul prossimo riavvio delle lezioni, siamo costretti a lamentare oggi la mancanza di tutele economiche e contrattuali frutto di un bando comunale che ha causato anche il taglio degli stipendi», scrivono in una lettera aperta 24 dei 28 docenti dell’istituto (in realtà una trentina prima della nuova gestione: alcuni avrebbero rifiutato la proposta di contratto).

Il nuovo appalto. Nel luglio 2019 l’amministrazione comunale promuove una gara d’appalto per la gestione dei servizi e della didattica della scuola civica per i prossimi cinque anni. Alla scadenza del bando, un mese dopo, sono due le offerte presentate: alla Doc educational, la cooperativa sociale che da anni gestisce la scuola a Nuoro e in molte altre città italiane, si aggiunge la proposta della Synesis, una società a responsabilità limitata con sede a Cagliari, che gestisce altre scuole civiche nel sud Sardegna. La commissione nominata dal Comune premia la nuova proposta, forse anche in virtù del lieve ribasso d’asta (l’amministrazione verserà 926mila per l’intero quinquennio). In realtà, per misteriosi meccanismi burocratici, perché il nuovo appalto diventi effettivo passa più di un anno e il passaggio di consegne tra la coop e la srl avviene solo il mese scorso. A questo punto la nuova società convoca il corpo docente e detta le nuove condizioni di lavoro, che nella maggioranza dei casi significano un taglio dello stipendio del 10-15 per cento a seconda dei casi. A parte i docenti con partita Iva, infatti, che subirebbero una decurtazione di 70 centesimi l’ora, gli altri sinora inquadrati come Cococo e come tali assunti a tempo determinato vedrebbero un’ulteriore decurtazione e la perdita delle ferie e del diritto alla malattia. Un nuovo inquadramento che inoltre entrerebbe in vigore a metà anno scolastico.

Condizioni decisamente peggiorative, insomma, secondo i 24 docenti autori del documento di protesta. Che se la prendono in particolare con il Comune, che non avrebbe vagliato con attenzione la proposta di Synesis.

I tagli. «L’amministrazione comunale – scrivono – ha sostenuto di aver garantito ai docenti la continuità lavorativa e il rispetto del contratto collettivo nazionale; non si è preoccupata, però, di garantire il mantenimento del trattamento economico in vigore, per cui numerosi docenti a metà dell’anno scolastico hanno dovuto subire una riduzione significativa del compenso, senza alternative. Il trattamento precedente non era di certo da privilegiati in quanto, come ha ricordato il direttore Andrea Ivaldi, l’ultimo ritocco significativo risale ai tempi della fondatrice Antonietta Chironi, quando ancora si veniva pagati in lire. Il vero problema è quindi nel bando della gara d’appalto – dicono i docenti – che, premiando l’offerta con il maggior ribasso, non ha previsto la tutela economica di chi da decenni lavora per la scuola, senza alcuna garanzia delle posizioni stipendiali, previdenziali ed assistenziali vigenti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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