La pallavolo pavese cerca nuovi arbitri – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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PAVIA. Con i campionati di volley, parte anche la stagione dei direttori di gara: il gruppo arbitri a Pavia è composto da 35 “fischietti” di età compresa tra i 17 e i 57 anni. La punta del movimento pavese è rappresentato in serie A e Superlega da tre big come Roberto Boris (arbitro Internazionale), Davide Prati (arbitro di Ruolo A e internazionale di beach volley) e Cesare Armandola, arbitro di Ruolo A).

Ma in concomitanza con i tornei, non si ferma l’attività di reclutamento e partirà quindi giovedì 28 ottobre (ore 20.45, sala F del PalaCus di via Bassi con obbligo di Green pass) il corso arbitri 2021 che punta a crescere nuove leve che entreranno a far parte del gruppo e che dopo il corso saranno poi affiancate da tutor esperti e seguite in tutti gli aspetti che riguardano la gara fino a rendere l’arbitro junior autonomo.

Nel manifesto che promuove l’iniziativa campeggia la foto di Eleonora Spartà, pavese, arbitro di Ruolo B che per i giovani rappresenta un punto di riferimento solido e concreto. Il termine delle iscrizioni è fissato per il 26 novembre 2021, ma il responsabile territoriale di Pavia, Pier Giorgio Galantino, assicura che accoglierà volentieri anche eventuali ritardatari. Per informazioni, è possibile inviare una mail all’indirizzo [email protected], oppure contattare la segreteria del Comitato Fipav al numero 0382.529305, in orario d’ufficio. Per gli studenti, il corso rappresenta anche la possibilità di acquisire crediti formativi nel proprio corso di studi.

L’esperienza è trasversale a tutte le età e può succedere che si ritrovino a fischiare insieme anche padre e figlia, come il caso di Valentina (21 anni, educatrice di asilo nido) appena promossa arbitro regionale e Cesare Daresi (57 anni, camionista) arbitro territoriale. «Quando mi sono ritrovata ad arbitrare per la prima volta con mio papà sullo stesso campo è stato davvero emozionante», racconta Valentina mentre papà Cesare dice: «Ho provato gioia ed orgoglio infiniti. L’arbitraggio mi ha aiutato ad avere più pazienza nella vita, a rispettare le idee altrui pur non condividendole sempre e, in particolare, ad accettare il confronto costruttivo che, sicuramente, è un buon modo per migliorare giorno per giorno». Per Valentina, «diventare arbitro, mi ha aiutato a gestire meglio le situazioni di stress che abitualmente mi trovo ad affrontare nel lavoro poiché, arbitrando, devo confrontarmi con situazioni in cui la decisione giusta va presa in una frazione di secondo».

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