La minoranza si spacca sui revisori dei conti – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. La distanza politica tra maggioranza e opposizione in consiglio comunale trova terreno di coltura nella nomina del collegio dei revisori dei conti, nella seduta di martedì scorso. La coalizione che sostiene il sindaco Andrea Soddu ha votato la riconferma per un secondo triennio dell’organismo guidato da Fabrizio Sotgiu. Tra le varianti allo schema bipolare, tra la maggioranza favorevole e l’opposizione, che ha lasciato l’aula per contestare la proposta di riconferma fatta dall’assessora Rachele Piras, l’adesione al rinnovo del mandato da parte di Angelo Arcadu, di Forza Italia, esponente di minoranza.

Contro la cui scelta, dagli stessi banchi consiliari, interviene il Pd Carlo Prevosto: «Un’aggiunta, significativa, quella del consigliere forzista, a conferma che la maggioranza a sostegno di Soddu è molto più ampia di quella dichiarata in consiglio e in campagna elettorale».

La risposta di Arcadu vuole essere anche una spiegazione della sua posizione: «Il mio voto è coerente con quanto ho detto in una delle prime sedute dell’assemblea, riguardo all’importanza che la giunta portasse all’approvazione nei termini di legge i documenti contabili. Ora – aggiunge Arcadu – la pratica amministrativa per il cambio dell’organo di revisione già sarebbe un primo limite alla possibilità di rispettare i tempi su bilanci». Polemica interna ai gruppi di minoranza a parte, la contrarietà di Prevosto va oltre.

Da una parte, il “no” al secondo mandato vuole segnare la distanza dal lavoro fatto dall’organo di controllo nei tre anni da poco conclusi: «Nel merito non si è voluto tener conto dei gravissimi rilievi al collegio dei revisori dalla Corte dei conti e presenti nella relazione istruttoria del 30 gennaio 2020. Documento – precisa Prevosto – dove si parla di “gravi e reiterate inadempienze già accertate”». La modalità di scelta dei revisori, è l’altro elemento di contrarietà di Prevosto: «L’atto della maggioranza, col contributo di Forza Italia e di qualche altra assenza strategica, non è altro che un’abdicazione del proprio ruolo di controllo e correzione dell’attività della giunta, oltreché un asservimento a quest’ultima da parte del Consiglio».

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