La favola di Cingo un cinghialetto davvero speciale – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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La psicologa Laura Melis ha scritto anche la favola “Cingo, un cinghialetto speciale”, per parlare di autismo tra i più piccoli. La sua idea era di proporla direttamente nelle scuole, ma il Covid ha per il momento frenato il programma. Ma non perde rilievo l’idea di fondo, perché la scuola è tra i soggetti impegnati a seguire e integrare bambini e ragazzi affetti da autismo: «In linea generale – spiega Melis – la scuola ha consentito a insegnanti, bambini e alunni colpiti da disabilità un’esperienza reciproca».

La psicologa è convinta che i migliori risultati si raggiungono tanto più si è informati o, comunque, si conoscono le problematiche e disabilità che colpiscono alcuni ragazzi. Come nel caso dell’autismo: «L’argomento lo si deve affrontare anche tra i bambini – dice Melis – in modo che possono dare un significato a ciò che osservano o vivono a scuola e a casa». Niente di meglio che una favola, e la storia fantastica del cinghialetto che vive nel bosco dell’Ortobene: «Il linguaggio della fantasia e sotto metafora – sottolinea la psicologa Laura Melis – consente di affrontare la situazione e il tema in maniera speciale e protetta. Così da parlare anche ai bambini e fargli capire dei concetti altrimenti impossibile da comunicargli». Se non in aula, in presenza, almeno nella rete internet la favola scritta da Melis arriverà nelle scuole. Anche perché, la fantasia della psicologa, e presto psico-terapeuta, ha viaggiato, oltre il muro dell’incomunicabilità, nel momento in cui a Senorbì seguiva un bambino autistico. Fargli incontrare il mondo, in maniera delicata, è stata la sua prima preoccupazione. La sua favola racconta che la cosa si può fare. (f.p.)

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