La curiosità. Cosa significa in sardo “Parisi una zuffia”? Il significato è in un’antica leggenda – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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In un piccolo paese della Sardegna viveva una bambina dai capelli talmente ribelli, ricci e crespi che era impossibile domarli. La piccola era oggetto di scherno da parte dei compaesani che non perdevano occasione di deriderla. Per questo Maria Zuffia, questo era il suo nome, crebbe sempre in solitudine, e quando morirono prematuramente i suoi genitori, rimase completamente sola.

Maria però aveva un talento speciale, era abilissima col telaio. Essendo sola e non avendo altra distrazione trascorreva le giornate e spesso anche le notti a filare splendidi tappeti su un antico telaio ereditato dalla madre. Le sue capacità nel tessere erano così sviluppate che presto la sua reputazione varcò i confini del paese per giungere fino a Cagliari tanto che i reali piemontesi vollero avvalersi della sua arte e le ordinarono dei tappeti.

Nessuno la vedeva mai, perché nel tempo la condizione della sua chioma non era migliorata, così stanca delle prese in giro altrui, non andava neanche a consegnare i tappeti, ma li lasciava fuori dalla sua porta in attesa che venissero a ritirarli gli acquirenti. Quando però si seppe che i tappeti di Maria Zuffia avrebbero abbellito la reggia piemontese, nel paese si scatenò l’invidia.

Così una notte alcuni uomini entrarono in casa della povera donna, le portarono via i preziosissimi tappeti ormai pronti per i reali, e li bruciarono nella piazza del paese. Nessuno prese le difese di Maria e anzi in tanti risero della bravata. Mentre Maria si disperava improvvisamente il telaio cominciò a muoversi da solo e con estrema velocità cominciò a tessere meravigliosi tappeti ancora più belli di quelli che lei stessa aveva fatto.

Il telaio era magico, e per non produrre i suoi effetti e rimanere un normalissimo telaio avrebbe dovuto passare da nonna a nipote, saltando una generazione. Maria Zuffia invece lo ereditò direttamente dalla madre che ovviamente non sapeva di questa tradizione. Il telaio avrebbe riprodotto in una notte tutti i tappeti che la donna avrebbe dovuto consegnare il giorno dopo al Re. La povera Maria si godette la soddisfazione di poter consegnare i tappeti in tempo il giorno dopo tra lo stupore generale dei compaesani.

Purtroppo però la soddisfazione durò poco, Maria ignorava che in cambio dell’aiuto il telaio si sarebbe portato via la sua lucidità mentale. E sarebbe diventata pazza. E infatti nel giro di poco tempo cambiò fisionomia, il naso adunco, gli occhi infossati, assunse le sembianze di una strega, la follia si impadronì completamente di lei, tanto che ordì una terribile vendetta contro i suoi paesani.

Il giorno prima della festa patronale, avvelenò con un intruglio di erbe, la fontana in cui per tradizione tutte le donne del paese usavano bere come buon auspicio. Dopo che tutte ebbero bevuto caddero in un sonno profondo. Maria allora strappò ad ognuna i capelli scorticando il cuoio capelluto, e si mise al suo telaio stregato per intessere un orribile tappeto lungo quanto la via principale del paese.

Quando gli uomini si accorsero di quanto accaduto e trovarono tutte le donne del paese con le teste scorticate capirono subito cosa era accaduto. Così catturarono la povera Maria Zuffia oramai completamente pazza e la giustiziarono al rogo, come si faceva anticamente con le donne accusate di stregoneria.

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