La Confindustria incontra la vice ministra Todde – Pescheria di via Tirso – Tortolì

  • di

NUORO. Il Pnrr deve rappresentare un’occasione di rilancio per l’economia della provincia di Nuoro. Questa l’idea di fondo di Confindustria della Sardegna centrale, che nel pomeriggio di oggi discuterà della questione con la vice ministra dello Sviluppo economico, la nuorese Alessandra Todde. L’incontro sarà alle 16.30 nella sede dell’associazione, in via Veneto. La riunione ha previsto la partecipazione dei soci, che qualche momento prima terranno un incontro riservato. Mentre il confronto con Todde partirà dalla relazione del presidente del sodalizio, Giovanni Bitti. «L’obiettivo – spiega Bitti – è riportare sul tavolo nazionale la vertenza del centro Sardegna. Le risposte – aggiunge – crediamo siano quelle di avviare dei percorsi alternativi di crescita e sviluppo, così com’è avvenuto per altre aree del Mezzogiorno». L’azione di Confindustria ha la sua motivazione di fondo nella grave condizione di debolezza economica del vasto territorio della provincia di Nuoro, dopo il venir meno dell’industria e le difficoltà dei settori primari. Tra le cause della stagnazione, il presidente Bitti mette la scarsa attenzione dimostrata dalla Regione in passato: «Ha presentato al ministero le istanze di riconoscimento della situazione di crisi industriale complessa solo per i poli di Portovesme e Porto Torres, tagliando fuori il nostro territorio». Anche per questo le attese e le speranze sono incentrate sulle opportunità economiche del Piano nazionale di ripresa e resilienza, finanziato dall’Unione europea con oltre 200 miliardi: «Dobbiamo vigilare e incalzare – afferma ancora il presidente Bitti – ma soprattutto esprimere una grande capacità progettuale, con idee e proposte a partire dagli enti territoriali». Confindustria le soluzioni, seppur ancora da mettere a punto, ce le ha: «È fondamentale puntare sul rilancio di industria e manifatturiero, per generare crescita e benessere a lungo termine». Ripresa e sviluppo da declinare nei diversi settori, integrati l’uno con l’altro: «Non possiamo permetterci – spiega Bitti – di fare scelte esclusive. L’agricoltura può convivere con un’industria sostenibile e innovativa, il manifatturiero col settore turistico e agroalimentare. Ma alla base di ogni ragionamento – conclude – vi è il tema della crescita economica della Sardegna centrale e delle sue aree interne. È il quadro di un divario ben noto di cui si parla da decenni, senza alcun intervento concreto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

– Guarda le Offerte della Pescheria di via Tirso – Tortolì

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *