La carica dei quattrocento in sciopero al liceo Satta – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Una manifestazione studentesca così massiccia in città non si vedeva da anni. Gli studenti del liceo delle Scienze umane e Musicale “Sebastiano Satta”, oltre quattrocento quelli che hanno partecipato al sit-in di ieri mattina in via Deffenu, contro il Collegio docenti e contro la dirigente scolastica Carla Rita Marchetti. Un muro contro muro che si protrae da una settimana. Una battaglia per dei diritti nuovi, quelli che i giovani ritengono essere stati violati non solo dalle regole varate dal Collegio docenti ma anche dalle normative anti Covid che all’ex istituto magistrale gli impongono un raggio di movimento limitato e sorvegliato. La giornata di ieri, comunque vada a concludersi questa diatriba, rimarrà nella storia degli scioperi studenteschi sardi anche per un altro fattore del tutto inedito. Ieri in piazza, tra i quattrocento, c’erano infatti non solo gli alunni del Satta ma anche decine di altri delle altre scuole cittadine. Tantissimi, tutti uniti in un solo grido: «A scuola sì, ma non così». Un consenso non tacito, ma urlato al megafono e colorato da cento bandiere, cento cartelli, centinaia di mani che si alzano. Intanto la trattativa con la dirigente scolastica, il suo staff e il collegio dei docenti va avanti a oltranza come dimostra l’incontro tra le parti avvenuto anche nella mattinata di ieri. Per l’ennesima volta, la preside Marchetti, da due giorni in silenzio stampa, riceve e ascolta gli studenti. Lo comunica lei stessa attraverso una circolare, apparsa nelle prime ore della mattinata di ieri, sul sito internet della scuola. A leggerla, si evince un dato certo: più va avanti la protesta, più aumentano le richieste degli studenti. Queste non riguardano più solo ricreazione, telefonini, unghie lunghe e piercing: «È vero – dicono in piazza a gran voce gli studenti oltre che scriverlo nero su bianco –. Ci sono delle nuove richieste e altre saranno inserite in un documento finale definitivo. Tra le ultime, abbiamo chiesto la possibilità di poter gestire autonomamente ritardi e assenze senza dover per forza passare in vicepresidenza, ulteriori aule e spazi studio per le ore mattutine libere da lezioni, riduzione del volume di note disciplinari e diverse modifiche a orari e regole riguardanti il Liceo musicale. Non ci fermeremo – concludono – fino a quando non conosceremo l’esito del prossimo Collegio docenti, chiamato a ridiscutere alcune delle nostre richieste». La preside e il suo staff, rispondono punto su punto con la nuova circolare, specificando esigenze dettate dalle normative nazionali ma anche dalla gestione ottimale degli orari curricolari e degli spazi. «Non basta – ribattono gli studenti – noi non stiamo giocando, questa volta facciamo sul serio. Vogliamo essere ascoltati nelle nostre richieste affinché la scuola sia un luogo più vivibile per tutti. Non sottovalutiamo l’emergenza sanitaria in corso che impone nuove regole e limitazioni, ci mancherebbe, ma così è troppo. Vogliamo poter concludere il nostro percorso scolastico con un ricordo piacevole». Per i genitori dei ragazzi, alcuni presenti alla manifestazione, cresce la preoccupazione: «Se è vero che i ragazzi hanno diritto di avere voce in capitolo su alcune delle loro richieste – dicono – è altrettanto vero che le assenze stanno diventando troppe e questo a lungo andare inciderà sul voto di condotta e sull’apprendimento. Protestare è un diritto, ma il diritto allo studio è la cosa primaria e loro stanno scegliendo di rinunciarci a oltranza. Speriamo si arrivi a una soluzione». Dopo la pausa domenicale, la protesta riprenderà domani mattina.

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