La Barbagia vista dalla bicicletta – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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OLIENA. “Vai dove ti porta il cuore”. Luca Ledda, 27 anni di Carbonia sembra aver sentito questa vocina suggerirgli il percorso. In un modo più chiaro e nitido. Così, sorretto dalle gambe e dall’endorfina, l’ormone del piacere o della felicità che si sprigiona chilometro dopo chilometro, è partito ormai da cinque mesi e non si è ancora fermato. L’obiettivo è raggiungere tutti i 377 comuni sardi, mission a portata di mano dopo che ne ha toccato già due terzi, percorso migliaia di chilometri (al momento oltre tremila). Luca, che è partito dalla sua Carbonia e che qui ha in programma di ritornare. In questi giorni era nel Nuorese per diverse tappe. Un passaggio obbligato di un tragitto vissuto senza fretta, nessuna ansia da prestazione ma con il chiaro intento di vivere un’esperienza straordinaria e attesa. Un viaggio in sella alla sua bici che sta raccontando quasi in presa diretta su Instagram e su Youtube.

Un tragitto esperienziale ricco di feedback e incontri che gli sta rivelando una Sardegna ricca di umanità e tesori, dove lo spirito solidaristico, del mutuo soccorso e della rete dei rapporti interpersonali sta regalando le emozioni più grandi. «A chi mi dice perché lo faccio rispondo semplicemente che avevo la necessità di rallentare dopo un periodo frenetico e alla vita davanti a un pc chiuso in un appartamento a Torino, dove lavoravo», spiega Luca. Una scelta la sua, per un percorso on the road che ha colpito molti. Lui, il classico bravo ragazzo, dalla maturità e dalla laurea a pieni voti, al lavoro sicuro in una grande impresa, che si licenzia e rimette in discussione tutto. Chi lo avrebbe detto? «Nessuno, forse nemmeno io, ma sono felicissimo che sia accaduto. Vedo tutto con un altro sguardo. L’esperienza in corso è la cosa più bella che mi potesse accadere. Incontro tanta gente che mi trasmette una grande energia e vivo anche i miei momenti di solitudine. Io, la mia tenda e la bici accanto». Una situazione minimal che è quella che poi serve per un’impresa del genere quando occorre ascoltarsi: cuore, muscoli e cervello. Con la consapevolezza che non si è mai soli. Complice l’effetto moltiplicatore dei social che hanno creato dall’oggi al domani migliaia di contatti. «Sì, è incredibile, c’è gente che mi riconosce per strada. Che mi invita a casa sua, che ha a cuore il mio progetto e si informa – dice –, ho sentito una vicinanza palese, concreta in questo incredibile viaggio. Qui nel Nuorese l’affetto è caloroso, le amicizie speciali. Gigi a Posada mi ha accolto come un fratello, poi a sua volta mi ha mandato da Elias a Nuoro che ha fatto altrettanto. Ma potrei andare avanti per molto, perché la rete di amicizie e solidarietà ha una forza incredibile. Ma è soprattutto la Sardegna dei piccoli centri, dei grandi spazi e dalla natura prorompente che mi affascina», ha detto Luca in una giornata di pioggia fitta che non gli ha comunque impedito di proseguire per fare tappa prima a Oliena e poi a Dorgali. E nessun rimpianto per quel lavoro da ingegnere informatico lasciato a Torino.

«Ho in mente ben altro e questa esperienza sarà fondamentale per quello che farò. Con entrambi i piedi ben saldi in quest’isola, che sento giorno dopo giorno, sempre più mia».

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