«Insieme per la sanità pubblica» – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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BOLOTANA. «Difendiamo la sanità del Marghine»: questo lo slogan che ha fatto da filo conduttore del corteo prima e della conferenza sanitaria poi che si sono tenuti nella serata dell’altro ieri a Bolotana per iniziativa del comitato spontaneo per la difesa della sanità del Marghine e dell’amministrazione comunale. Quella di Bolotana è stata una tappa della mobilitazione territoriale in difesa della sanità pubblica partita a settembre da Macomer e proseguita poi a Noragugume e Borore coinvolgendo enti, associazioni e comuni. Il prossimo incontro si terrà venerdì prossimo, 26 novembre, a Bortigali. «Il nostro obiettivo – hanno detto i componenti del comitato – è quello di promuovere una serie di incontri, d’accordo con le amministrazioni locali, quale forma di mobilitazione per la disastrosa situazione della sanità territoriale». E che la sanità del Marghine, come quella di tutta la Sardegna, sia sull’orlo del collasso è emerso chiaramente nell’incontro che si è tenuto nella sala consiliare del Comune e al quale hanno partecipato la sindaca di Bolotana, Annalisa Motzo, che lo ha presieduto, il sindaco di Nuoro, Andrea Soddu, il coordinatore del comitato per la difesa della sanità del Marghine, Francesco Nieddu, sindaci della zona, i consiglieri regionali Pierluigi Saiu (Lega), presidente della commissione regionale Autonomia e riforme e Desiré Manca, portavoce del M5s e numerosi cittadini. Già il titolo dell’incontro, “Insieme contro lo smantellamento del sistema sanitario del centro Sardegna: testimonianze e proposte”, ha messo in evidenza, prima ancora degli interventi, il significato della manifestazione: dare voce ai cittadini e alle istituzioni del territorio per protestare contro lo smantellamento della sanità sarda e il caos negli ospedali con particolare riferimento a quello di Nuoro e al presidio ospedaliero di Macomer, le due strutture sanitarie di riferimento delle popolazioni del Marghine.

«Vogliamo denunciare – ha detto in apertura dei lavori la sindaca, Annalisa Motzo – le gravi carenze strutturali del nostro sistema sanitario. Paghiamo, in particolare, la mancanza di servizi e la distanza delle strutture sanitarie che si ripercuotono sul diritto alla salute». Di sistema sanitario al collasso ha parlato il coordinatore del comitato, Francesco Nieddu, che ha elencato le deficienze del presidio sanitario di Macomer. «Servizi quali fisiatria, centro dialisi, oncologia e diabetologia – ha sottolineato Nieddu – sono depotenziati e sull’orlo della chiusura. Serve personale medico per evitare che il sistema cada sempre più in basso». «La carenza di organici – ha sottolineato il sindaco di Nuoro, Andrea Soddu – è il principale problema degli ospedali. Dal 2014 a oggi ci sono 3.200 medici in meno che non sono stati sostituiti. C’è, poi, una forte carenza di rappresentanza della comunità nel sistema sanitario regionale». «Bisogna privilegiare la sanità pubblica – ha detto la consigliera regionale del M5s Desirè Manca – e non, invece, quella privata come il Mater Olbia». Per il consigliere regionale nuorese Pier Luigi Saiu, infine, «la mancanza di specialisti è colpa di una distribuzione degli stessi non equilibrata». L’allarme sanità, rilanciato da Bolotana, nel Marghine continua.

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