«Incentivi, ospedale declassato»

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NUORO. Considerati di fascia “B”, nonostante il super lavoro fatto durante il lockdown della scorsa primavera, e dunque meritevoli sì, di ricevere gli incentivi riservati al personale, ma non nella stessa quota dei colleghi di reparti in fascia A. C’è anche il reparto di Rianimazione dell’ospedale San Francesco, come denuncia la Cisl-Funzione pubblica, tra gli esclusi eccellenti delle fasce più alte individuate dal “Piano per la remunerazione delle prestazioni del personale dipendente direttamente impiegato nelle attività di contrasto all’emergenza Covid 19”. Un piano definito dall’Ats sulla base di una delibera della Regione dello scorso 30 settembre che prevedeva, in sostanza, il riconoscimento di alcuni soldi più in busta paga al personale della sanità pubblica isolana che nel periodo che va dal 9 marzo di quest’anno al 31 maggio, sia stato «direttamente impiegato nell’attività di contrasto all’emergenza Covid 19». Quel piano divide il personale secondo tre fasce in base al tipo di servizio e di impegno prestato con i pazienti Covid, ma anche in base ai turni di lavoro fatti. A chi rientra nella fascia A viene dato il cento per cento della somma massima, ovvero di 2000 euro. A chi rientra nella fascia B viene dato l’80 per cento, ovvero massimo 1200 euro. E proprio in quest’ultima fascia, a quanto pare, in base alle tabelle dell’Ats, rientra anche chi ha lavorato nel reparto di Rianimazione del San Francesco. Mentre è andata peggio, giusto per citare un esempio, a chi ha lavorato in Radiologia: è stato escluso del tutto dagli incentivi nonostante, spiega ancora il coordinatore territoriale della Cisl-Fp, Giogio Mustaro, «abbia svolto tanto lavoro per i pazienti Covid, come le radiografie al torace». «I quasi 8 milioni di euro, stanziati dalla Regione Sardegna per il piano – spiega Mustaro – sono un riconoscimento economico teso a compensare il disagio e il rischio biologico patiti dalle lavoratrici e dai lavoratori da marzo a maggio 2020. Sono stati raggruppati in 6 fasce, a seconda dell’Unità operativa di appartenenza. L’incentivo è stato calcolato su base giornaliera ed in ragione dei turni o giornate di effettiva presenza “fisica” in servizio. Le sorprese non mancano e una di quelle che balza agli occhi è che la Rianimazione Covid dell’Ospedale San Francesco: è inquadrata nella fascia “B” anziché in “A”. Stessa cosa dicasi per una serie di reparti che, nelle oltre 200 pagine del provvedimento, o risultano declassati o non vengono nemmeno menzionati. Si sostiene che l’elaborato sia stato definito in accordo con le organizzazioni sindacali, ma da fonti vicine alle segreterie regionali viene chiarito che la redazione del documento sia solo opera dell’Azienda. È chiaro come una cosa del genere evidenzi una completa miopia della dirigenza Ats, deludendo e mortificando chi, da nove mesi, sta affrontando a mani nude il maledetto Virus. Dipendenti che sono stati definiti “eroi” e con tale atteggiamento hanno evitato che i numeri del disastro fossero ancora più drammatici».

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