In uno studio il toponimo “Nuoro” – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Nuoro in lingua italiana è una traduzione del sardo Nugoro? No, secondo le scoperte del ricercatore nuorese Salvatore Pinna. Per anni si è pensato che Nùoro fosse l’italianizzazione del toponimo originario “Nùgoro” Ma le cose non stanno così, come spiega lo studioso: entrambe le parole sono sarde. «Semplicemente – precisa – “Nùgoro” è la forma più arcaica, altomedievale o ancora precedente. Tale forma, senza la vocale paragogica “o”, è attestata in diversi condaghi, compresi tra il XI e il XII secolo. Nel 1300, o forse alla fine del secolo precedente, accade la “Caduta della G”: per cui, Nugulbi diventa Nulvi, Lugula diventa Lula, Ogosilo diventa Osilo, Tigesi muta in Thiesi, e tanti altri esempi. Anche Nuoro – prosegue Salvatore Pinna – conobbe questo fenomeno, infatti nel 1331 a Mariano IV d’Arborea venne infeudato, da parte del sovrano aragonese, il territorio del castello di Goceano con le curatorie di pertinenza, fra cui la “Curatoria de Nuor cum villa de Orgosolo”. Anche l’altra Nuoro, situata in territorio di Cossoine, citata come Nugor nelle Rationes Decimarum del 1341, la ritroviamo nel 1443 nel Registro di San Pietro di Sorres, come “Nuor”. Si può dire, quindi, che “Nuor” (Nuoro, nell’orale con la paragogica finale) è una parola sarda, poiché nel 1331 ancora non poteva esserci l’influenza linguistica del catalano-aragonese, dato che la conquista della Sardegna era appena cominciata. Queste considerazioni sono basate sugli studi sulle origini della città nel Medioevo, e verranno riportate nel mio prossimo libro “Da Nùgor a Nùoro. Storia di un villaggio medievale”». (a.me.)

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