In Supramonte si gira il film del Sentiero Italia – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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DORGALI. Iscala homines, S’abba arva, Surtana e la vallata di Oddoene diventano il set di un film documentario del Cai Sentieri Italia, girato in questi giorni nell’isola. Giornata splendida, quasi estiva, l’intenso profumo delle piante di mirto e dei finocchietti selvatici, il sole quasi estivo che si riflette nelle acque limpide del Rio Flumineddu e sulle pareti del Supramonte dorgalese. È qui che Baddore Zuliu (Salvatore Fancello) ha stabilito la sua piccola azienda di guida turistica. Con Gimmy, uno dei suoi asinelli, accompagna i turisti a Tiscali, Gorropu, monte Tului e Cala Luna.

Ieri è arrivata la troupe del Club Alpino Italiano che sta concludendo un lavoro iniziato qualche mese nelle Alpi. C’è da accompagnare una turista francese, Hélèn Blondel, attrice parigina, e Baddore col fidato Gimmy, caricato nella bisaccia tutto l’occorrente, partono per il tour. Il tutto immortalato dalla camera del regista Luca Bergamaschi e dal drone che più volte si è levato in aria, una diavoleria, questa, su cui Gimmy non era tanto d’accordo ma che poi ha accettato e ha continuato il suo cammino. A coordinare Il tutto, con la supervisione del presidente del Cai Sardegna, Matteo Marteddu, è stato Luca Calzolari, direttore responsabile della stampa sociale del Club Alpino Italiano. «Siamo In Sardegna con il regista Luca Bergamaschi che è stato incaricato dal Cai per realizzare un film-documentario sul Sentiero Italia Cai, un grande progetto oggi riscoperto. Un progetto nato nel 1980 grazie alla collaborazione di alcuni visionari, tra l’altro miei colleghi giornalisti, che ebbero l’idea di realizzare il Sentiero Italia e grazie soprattutto ai tantissimi volontari e volontarie del Cai. Uomini e donne grazie ai quali oggi Sentiero Italia Cai è una splendida realtà con tanti punti di accoglienza, è inoltre uno dei più lunghi al mondo. Ma la cosa importante – continua Calzolari – è che non è solo una proposta turistica ma soprattutto culturale a sostegno della montagna e quindi delle popolazioni che ci abitano».

Il Sentiero Italia Cai è sostanzialmente basato sulla rete sentieristica già esistente, a parte in alcune situazioni in cui si è dovuto riattare i vecchi sentieri che erano da sistemare o fare ricostruire delle bretelle perché non tutti i sentieri passano in territori demaniali, magari si trovano in proprietà private. Baddore Zuliu fa parte di questa scommessa che vede il Cai ma anche tanti attori della montagna partecipare attivamente.

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