In aula le due verità dei medici in guerra – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. «Ero stata incaricata di gestire la struttura complessa di Neurologia dal 2009, dopo il pensionamento del precedente primario. Conoscevo Gavino Pittalis da fine anni 90. Nel 2003 gli era stato affidato l’incarico della struttura semplice di elettromiografia e da quel momento fino al 2013 non aveva più praticato l’attività di fisiatra».

È stato un racconto dettagliato e preciso quello di Anna Ticca, ex primario di Neurologia (difesa dall’avvocato Pietro Sanna), accusata di abuso d’ufficio e maltrattamenti nei confronti del medico Gavino Pittalis. Ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Cannas, si è sottoposta all’esame rispondendo alle domande del pubblico ministero Emanuela Porcu e della parte civile, l’avvocato Diego Mastromarino, che le hanno chiesto di spiegare il motivo per cui il medico fisiatra non venisse considerato nell’organico del reparto da lei diretto. «Pittalis usava gli strumenti della Neurologia ma ha sempre lavorato in assoluta autonomia. Nel 2010 è arrivato in reparto un secondo apparecchio, e viste le liste d’attesa infinite, avevo deciso di organizzare un secondo ambulatorio di elettromiografia. Questo, probabilmente, è stato visto come un’offesa da parte del dottor Pittalis – ha aggiunto l’imputata –, ma in realtà era un modo per migliorare e rendere l’attività del reparto più performante. Lo stesso, nell’ottobre 2010, aveva deciso di non voler più refertare esami eseguiti da personale diverso da quello della sua struttura».

«Posizione – ha detto Ticca – che avevo rispettato perché lui svolgeva il suo lavoro in modo indipendente. Avevo però fatto presente alla direzione sanitaria e ai primari degli ospedali della presenza di due ambulatori di elettromiografia: uno con a capo Pittalis e l’altro con a capo Peddone, ai quali potevano essere indirizzare tutte le richieste». Il medico che aveva presentato un esposto in procura col quale denunciava una situazione lavorativa stressante, prima del 2003 era in attività nel Centro di riabilitazione per la sclerosi multipla e poi, per 11 anni, aveva ricoperto l’incarico di responsabile della struttura semplice di elettromiografia, inserita nell’Unità complessa di Neurologia. Struttura che nel 2014 era stata revocata. E sarebbe proprio questa chiusura ad aver creato i problemi tra il medico e l’ex primario di Neurologia, in quanto, dopo la cessazione del servizio, si era resa necessaria una “ricollocazione” del fisiatra all’interno della stessa struttura complessa, nonostante Pittalis non potesse, ma neppure volesse, entrare nei turni del reparto, non essendo neurologo. È su questo punto che ieri il pm ha chiesto all’ex primario se dopo il 2014 non si fosse posta il problema relativo alla figura del dottor Pittalis da inserire all’interno dell’Unità complessa di Neurologia. Perché non ha provato a gestire la situazione a considerarlo come una sua risorsa? «Lui lavorava in autonomia – ha risposto Ticca – tanto che diceva di non dover rendere conto a nessuno. Gavino Pittalis era un fisiatra e io non potevo coordinare la sua attività se non nell’ambito della neurologia. Lui – ha rimarcato l’ex dirigente – rivendicava la sua posizione di fisiatra del centro di sclerosi multipla, perciò doveva rivolgersi al reparto di Fisiatria. Non doveva rivolgersi a me».

Rispondendo poi alle domande dell’avvocato di parte civile, l’ex primario ha ribadito il concetto: «Pittalis non faceva parte di Neurologia. A dimostrarlo anche il fatto che da lui non ricevessi domande di ferie, congedi, liste Cup. Inoltre – ha sottolineato l’imputata – avrei dovuto rilasciare il nullaosta del suo passaggio in Fisiatria se fosse stato inserito nel personale del mio reparto. Nel quadro orari dei medici della struttura, che mensilmente mandava l’ufficio personale, il nome del dottor Gavino Pittalis non era mai presente». «Con riferimento alle richieste di ferie e congedi, non è che lei si è rifiutata più volte di firmargliele?» ha chiesto l’avvocato Mastromarino. «Mai ricevuto richiesta di ferie da Pittalis – ha risposto Ticca –. Le faceva firmare alla direzione sanitaria». Ieri è stato sentito anche Piergiorgio Testa, medico psichiatra che aveva certificato i disturbi dell’adattamento conseguenti alle esperienze stressanti denunciate da medico fisiatra.

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