In 82mila partecipano allo screening – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Un San Valentino di amore verso se stessi, innanzitutto, e verso la comunità, quello di cui si sono resi protagonisti 41.764 cittadini di Nuoro e provincia, che tra sabato e domenica, giorno della festa degli innamorati hanno aderito a “Sardi e sicuri”, la campagna di monitoraggio della pandemia Covid promossa dall’Ares-Ats. Che sia stato l’effetto dei tanti appelli arrivati anche da autorevoli esponenti della società, uno per tutti Magic box Gianfranco Zola, unito a quello dei sindaci e dei vertici della Ats, fatto sta che lo screening ha raggiunto un risultato considerevole. Complessivamente 82mila e 20 le persone che si sono sottoposte allo screening di mass nella provincia di Nuoro. Ai 40.274 cittadini che hanno fatto il tampone nella prima tornata, il 6 e 7 febbraio, si sono aggiunti i 41.746 cittadini che sabato e ieri hanno sfidato il freddo intenso e hanno accolto l’opportunità di verificare la loro situazione rispetto al Covid, aderendo al progetto della Regione realizzato con Ares-Ats e la collaborazione del professor Andrea Crisanti, microbiologo e ordinario dell’Università degli studi di Padova. I test eseguiti nella sola giornata di ieri sono stati 17.785, di cui 10.442 nel capoluogo. Se nella prima tornata, quella del 6 e 7, i positivi confermati dal tampone molecolare sono stati 22, i dati dei positivi riferiti agli ultimi due giorni non sono ancora noti perché i risultati dei test molecolare non sono ancora stati elaborati. C’è un aumento delle positività, ma naturalmente si attende la conferma del molecolare.

Senso di responsabilità da parte dei nuoresi elogiato anche dal presidente della Regione Christian Solinas rispetto a un modello che si è rivelato vincente. E molto soddisfatto si dice anche Antonello Podda, dirigente dell’Assl di Nuoro e coordinatore dello screening per il Nuorese. «Un risultato importante, anche perché le condizioni meteo avrebbero potuto costituire un ostacolo», ha sottolineato Podda. Allo screening hanno partecipato anche oltre 250 volontari, che hanno affiancato il piccolo esercito dei 180 medici, 300 infermieri e 120 amministrativi in uno sforzo organizzativo importante. Una sorta di sanità partecipata, un modello che potrebbe essere premiante e riproposto magari per le vaccinazioni? «Perché no, intanto lo si è sperimentato e ha funzionato», dice Podda.

Per oggi si attendono i riscontri dei tamponi molecolari alle positività evidenziate, e si conosceranno i dati disaggregati della partecipazione. Chi vi ha preso parte ha dato prova di senso civico. Ieri era San Valentino, sottoporsi allo screening è stato anche questo. Un gesto di altruismo, che è una componente dell’amore, in effetti.

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