Il teste: «Truffa ad Afef scoperta dalle continue richieste di soldi» – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. È proseguito ieri davanti al giudice Claudia Falchi Delitala il processo che vede coinvolta come vittima di truffa, Afef Jnifen, ex moglie di Marco Tronchetti Provera, e come imputata Albertina Vargiu, un’operaia forestale di Lodè, accusata di ricettazione. Una storia singolare risalente alla fine dell’estate 2016 quando la email della modella era stata “hackerata” e un giro di denaro dal conto di Afef era finito in quello intestato all’imputata, che per spiegare questa vicenda ha chiamato in causa Oscar Pistorius, e addirittura Papa Francesco.

Ieri sono stati sentiti in aula il comandante di una stazione dei carabinieri di Milano e uno della Guardia di finanza di Nuoro che si sono occupati di verificare i movimenti di denaro che c’erano stati dal conto della modella a quello dell’imputata. Il maggiore Raffaele Vitale si era occupato della vicenda a seguito della denuncia presentata da Afef a seguito del versamento da parte della sua segretaria, di somme di denaro a favore di un cittadino africano e di Albertina Vargiu. La segretaria che aveva ricevuto le richieste di pagamento tramite email da parte della modella, all’ennesima, aveva deciso di contattare personalmente la signora Afef, che solo allora si era accorta di essere stata truffata. Nella richiesta con firma apocrifa pervenuta dalla modella alla segretaria erano indicate anche le coordinate bancarie dove doveva essere accreditata la somma. «Avevamo contattato il direttore del Banco di Sardegna di Lula per chiedere a chi fosse intestato il conto corrente con quelle coordinate bancarie – ha detto il teste – e solo allora siamo risaliti alla signora Vargiu. Dai movimenti risultavano le somme che erano state accreditate sul conto che poi era stato sequestrato».

L’avvocata Caterina Zoroddu, difensore d’ufficio dell’imputata, ha chiesto al maggiore dei carabinieri se avesse controllato da quali indirizzi email partissero le richieste di denaro, e se gli risultava che la signora Vargiu avesse fatto dei bonifici dal suo conto a favore di un’associazione. «No – ha detto il teste – ci siamo limitati a valutare l’intestazione del conto corrente. Non abbiamo verificato i bonifici partiti da quel conto». L’udienza si è conclusa con la deposizione del maresciallo della Guardia di finanza, Sebastiano Columbu, che per conto della Procura, aveva fatto richiesta al Banco di Sardegna di Lula dei documenti contenenti tutte le operazioni effettuate su conto intestato all’imputata. Il processo continuerà il 10 marzo. (k.s.)

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