Il teatro riparte da via Brofferio – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. «Finalmente si riparte!» esulta Monica Corimbi. «Opporsi al vuoto creato dalla pandemia fronteggiandolo con le voci della narrazione, arginandone le solitudini forzate, dentro uno spazio cortile che diventa luogo di incontro e confronto per la comunità» aggiunge Giovanni Carroni. Insomma: dopo mesi e mesi e mesi di lungo silenzio, gli attori di Bocheteatro sono pronti a tornare sulla scena, a riprendere il cammino verso la vita. Con tutte le precauzioni e le attenzioni dovute. La storica compagnia teatrale di Nuoro e lo Spazio Ilisso al numero 23 di via Brofferio, infatti, organizzano la rassegna “L’angolo delle rose”. “Ricominciare a narrare” è il sottotitolo, emblematico e benaugurante. Si parte il 20 maggio, giovedì prossimo. Quattro gli spettacoli proposti (per tutti e quattro è obbligatorio prenotare il posto, chiamare i numeri 0784.203060 oppure 3387529106; biglietto intero 10 euro, ridotto 7 euro).

Ad aprire la rassegna (giovedì 20 maggio, ore 20,30) sarà la stessa compagnia Bocheteatro con “ArRaund Casteddu”, da opere di Sergio Atzeni, drammaturgia e voce di Giovanni Carroni, musiche di Omar Bandinu e Fabio Coronas. Una settimana dopo (giovedì 27 maggio, ore 20,30) sarà il turno dei Figli d’Arte Medas con “Furore” di John Steinbeck, drammaturgia e voce di Gianluca Medas, chitarra di Roberto Dejdda, regia di Andrea Zucca. Giovedì 3 giugno (sempre alle ore 20,30) torna Bocheteatro con “Antologia deleddiana”, tratto dalle novelle di Grazia Deledda, drammaturgia e voce di Giovanni Carroni, musiche di Omar Bandinu e Fabio Coronas. Quarto e ultimo appuntamento della mini rassegna, infine, giovedì 10 giugno (ore 21,30), con Bocheteatro e lo spettacolo “Solo andata (Colpevoli di viaggio”, drammaturgia e voce di Monica Corimbi, musiche di Gianpaolo Selloni, videomapping di Pierluigi Manca. «Vi aspettiamo» dicono in coro Corimbi e Carroni. Pronti a rimettersi in gioco davanti al pubblico. «Un rito laico nel quale possiamo ancora riconoscerci e dove ancora possiamo fare “discorsi” che oggi, alla luce di quel che succede, non sono più così certi – sottolinea ancora Carroni presentando la rassegna “L’angolo delle rose”. «Un pergolato di rose ci accoglie per salvaguardare la poesia interrotta e ferita così brutalmente da oltre un anno» spiega l’attore nuorese. Ripartito, nel vero senso della parola, mercoledì scorso, quando ha preso un aereo per la Lombardia, per poi calcare la scena nel «favoloso teatro Ponchielli di Cremona» racconta. Con un evento, il “Macbettu”, «che porta questa squadra di maschiacci in giro per il mondo da quattro anni con lo spettacolo tratto da William Shakespeare, per la regia di Alessandro Serra, prodotto da Sardegna Teatro». Lo spettacolo, vincitore del Premio Ubu 2017, è una tragedia recitata in sardo nuorese (il testo è pubblicato dalla Ilisso) «e, come nella più pura tradizione elisabettiana – chiude Carroni –, interpretato da soli uomini, dove la lingua sarda non limita la fruizione, ma trasforma in canto ciò che in italiano rischierebbe di scadere in letteratura». (l.p.)

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