Il sindaco minacciato per la sesta volta – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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SINISCOLA. “Spara al sindaco”: è la pesante intimidazione rivolta a Gian Luigi Farris vergata la notte scorsa su una parte della Casa del parco, in pieno centro a Siniscola. Ieri sera poi sono apparse anche altre scritte: “Sbirri morti”, sulla tapparella di un ufficio del Corpo forestale, nello stesso stabile che ospita la caserma della compagnia dei carabinieri. Segno evidente del clima teso che si respira in questi giorni a Siniscola. Le minacce al sindaco, scritte con spray di colore rosso alle quali sono state accostate una falce e un martello: si tratta del sesto episodio intimidatorio nei suoi confronti nei quasi cinque anni di mandato amministrativo alla guida del Comune. Non si sa se la scelta della parete dello storico edifico, appartenente alla famiglia Tancale e appena restaurato dall’amministrazione comunale, sia casuale o una precisa preferenza di chi nutre odio nei confronti del sindaco.

Chi si è mosso con il favore della tenebre, ha comunque agito senza curarsi del fatto che l’edificio sia dotato di un impianto di videosorveglianza (non funzionante da qualche giorno a causa di un temporale che ha spento la centralina, ma a saperlo erano in pochi) e che il locale si trovi in pieno centro, con la possibilità quindi di essere notato dalle forze dell’ordine che anche dopo il recente attentato messo a segno ai danni di due avvocati stanno tenendo d’occhio, seppure discretamente, la cittadina.

Ad accorgersi dell’ennesima minaccia contro il sindaco, ieri mattina alcuni passanti che hanno subito avvisato il primo cittadino e le forze dell’ordine. Sul posto si sono recati gli agenti della polizia di Stato che hanno aperto per ora un fascicolo contro ignoti ed hanno avviato le prime indagini verificando le immagini riprese dai sistemi di sicurezza della zona. Sconcertato e quasi senza parole Gian Luigi Farris. «Non so più cosa pensare, noi stiamo amministrando in piena trasparenza e con la massima legalità, mi ritrovo ancora una volta bersaglio di queste persone senza che ci sia alcuna motivazione. Sono inoltre sconcertato dal fatto che le scritte siano apparse sui muri della casa Tancale, un edificio che a breve sarà messo a disposizione dell’intera comunità dopo decenni di abbandono». Come dice lo stesso sindaco, quello della notte scorsa è il sesto attentato nei cinque anni di mandato. Nel 2017 nel suo Al Teo-bar di via De Gasperi era stato infatti posizionato un finto ordigno esplosivo, poi due anni dopo le fiamme appiccate all’ingresso e in veranda.

Episodi che fanno il paio con l’attentato contro la casa di campagna dei genitori dell’assessore Angela Bulla, le cartucce con minacce al sindaco lasciate davanti al palazzo comunale di via Roma e ancora altre scritte con commenti irripetibili apparse alla periferia della cittadina.

Malgrado le ripetute minacce il sindaco non si è comunque lasciato intimorire e ha proseguito ad amministrare certo di agire nella legalità e di godere la fiducia dei cittadini. Dopo l’attentato agli avvocati Trubbas, Farris aveva detto: «La preoccupazione mia e di tutti coloro che si dedicano alla politica o al sociale è proprio per i famigliari. Quando subisci un attentato pensi al contraccolpo psicologico sui tuoi cari e alle loro preoccupazioni. A me hanno proposto la ricandidatura, ma mi frena la paura di far vivere in ansia i miei congiunti. A qualcuno non piacciono le regole ma andiamo avanti con legalità e onestà – aveva concluso Gian Luigi Farris –, finché ci saremo noi le regole andranno rispettate».

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