Il sindaco: «Fatto grave, dobbiamo tutti riflettere»

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SINISCOLA. «Mi auguro che di dovere accerti come si sono svolti i fatti, ma anche che i genitori dei ragazzi che si sono resi protagonisti di questa vicenda si rendano conto della situazione. Ritento che si debba avviare una approfondita riflessione». Il sindaco di Siniscola Gian Luigi Farris commenta così quanto accaduto venerdì pomeriggio nella cittadina, dove tre ragazzini hanno aggredito e pestato un altro giovanissimo, di un altro paese. Un’azione che sembra esser nata per far pagare al “forestiero” l’affronto di aver incontrato una ragazza del paese. E così, senza molto andare per il sottile, è stata organizzata la spedizione punitiva. Roba da non crederci, soprattutto perché i risvolti avrebbero potuto avere conseguenze gravissime. Infatti, dopo esser stato malmenato, il ragazzo aggredito – ha 15 anni, è uno studente e risiede in un centro della costa – è caduto da un ponte. Non si sa ancora bene se sia stato spinto o se, nel tentativo di sfuggire agli aggressori, sia caduto. E meno male che sotto il ponte, lungo la 125 verso la frazione di Santa Lucia, i rovi hanno attutito la caduta: gli esiti sarebbero stati ben diversi.

Il ragazzo, pesto e dolorante, ha avvisato il 118 ed è stato portato all’ospedale di Nuoro dove è stato medicato e poi fatto rientrare a casa. Il suo racconto sarà determinante per chiarire i gradi di responsabilità in una vicenda sulla quale i carabinieri della Compagnia, coordinati dal capitano Fabrizio Borghini, stanno svolgendo accertamenti. Ieri mattina i genitori del 15enne aggredito sono andati in caserma, a Siniscola, e hanno formalizzato la denuncia. Anche se e dal Pronto soccorso dell’ospedale di Nuoro le forze dell’ordine erano state già avvisate del fatto. I carabinieri stanno ricostruendo la vicenda, e hanno inviato un rapporto alla Procura dei minori di Sassari. In particolare, dovranno essere sentiti i ragazzi del gruppo, ma anche i loro genitori. Il lavoro dei carabinieri, in queste ore, è cercare di ricostruire esattamente la dinamica. Appena sarà possibile sarà sentita la versione del ragazzino aggredito, ma anche i giovani che avrebbero partecipato al pestaggio, e i loro genitori. Non è chiaro se la ragazzina al centro delle rivendicazioni “territoriali” abbia o meno assistito all’incontro-scontro tra il gruppo e il suo amico.

Il fatto che tre ragazzini pensino di aggredire un loro coetaneo che avrebbe “invaso il campo”, semplicemente incontrando una ragazza, è un segnale d’allarme, inutile negarlo. Al di là delle responsabilità, comunque tutte da accertare e proporzionate alla giovanissima età dei protagonisti, l’episodio apre interrogativi importanti.

«Sicuramente il fatto che le scuole sono chiuse non aiuta. I ragazzi stanno perdendo alcuni punti di riferimento, e questo spaventa». Il sindaco Farris si trova fuori da Siniscola, ma ha subito contattato alcuni dei suoi collaboratori. «Siamo preoccupati, naturalmente condanniamo fermamente qualunque violenza, tra l’altro estranea alla nostra comunità che ha una cultura pacifica e soprattutto accogliente. Dovremo interrogarci non solo sul profilo punitivo, ma anche educativo. L’auspicio è che episodi di questo genere non si ripetano». Sulla vicenda, comunque, Farris ha sottolineato che si cercherà di aprire un dialogo con la comunità.

Il ragazzo vittima dell’aggressione ha già lasciato l’ospedale. È stato medicato e rimandato a casa. Una brutta avventura da mandare in archivio, l’epilogo stonato di quello che avrebbe dovuto essere un normale pomeriggio d’inverno.

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