Il Rifugio di Pepa: appello per 300 animali disabili – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Dentro al “Rifugio di Peppa” non si può vivere di solo amore. L’oasi immersa nel verde delle campagne, a pochi chilometri da Orgosolo, diventato il paradiso per 300 animali, tra cani, gatti, pecore e agnelli, galli e galline, capre e porcellini d’India, oche e anatre, che dopo un vissuto di maltrattamenti, abbandoni e scampate macellazioni, hanno trovato una nuova casa, ora ha bisogno di aiuto. L’arrivo dell’inverno e delle piogge ha complicato l’attività all’interno della “fattoria”, e per Consuelo Concas e il marito Franco Deidda, che da dieci anni sono alle prese con il salvataggio degli animali dimenticati, andare avanti senza nessuna assistenza è davvero difficile. Quando arriva il momento in cui finiscono le scorte dei panni, delle pappe e dei medicinali, e si fanno i conti con le stalle e gli alloggi allagati, non basta avere un cuore grande come il loro per risolvere i problemi. «Con l’arrivo del brutto tempo – raccontano i due giovani – servono più cose. Gli animali sono alloggiati nelle stalle che occorre sistemare. I piccoli disabili, più impegnativi, sia a livello di tempo, sia a livello economico per via delle cure specialistiche di cui necessitano, hanno bisogno di un altro tipo di organizzazione. Per questo ricevere un aiuto ci consentirebbe di guardare avanti con più serenità». Resti di frutta e verdura, maglioni vecchi, traverse, panni e pappe, è di questo che Consuelo e Franco avrebbero bisogno. Non chiedono grandi cose. Il “Rifugio di Pepa” si mantiene grazie alle donazioni di alcuni volontari e amici che conoscono e apprezzano questa realtà. «I nostri animali anche se disabili non vanno soppressi, ma possono essere amati come gli altri. Sono esseri speciali che hanno solo bisogno di un po’ di tempo in più per le cure. Vorremmo continuare ancora a fare tanto per loro».

Un paradiso per animali disabili arrivati da ogni angolo della Sardegna, ma anche della penisola. C’è Benedetto, per esempio, giunto da Iglesias: ha la vescica neurologia ed era più morto che vivo prima che arrivasse al rifugio di Consuelo e Franco. Ha ripreso a camminare ma necessita della “spremitura” manuale della vescica. C’è poi Pippetto, gattino paralizzato, arrivato da Napoli: una forza della natura. Fanno parte della grande famiglia del “Rifugio di Pepa”, e come tanti altri cuccioli, prevalentemente paraplegici, ma anche neurologici e ciechi, una volta giunti nell’oasi, sono stati curati e seguiti dai veterinari che li hanno rimessi in sesto. «Restano con noi, anche perché non è facile far capire alle persone che questi animali sono speciali e l’handicap non pregiudica la possibilità di condurre una vita felice – dice Consuelo –. Sarebbe bello, com’è successo con un Setter, trovare per loro famiglie disposte ad adottarli e amarli nonostante la disabilità». (k.s.)

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