Il questore Polverino: ritorno dopo 30 anni [Guarda le Offerte della Pescheria]

  • di

NUORO. Ci deve essere qualcosa nell’aria della Barbagia, una specie di “mal di Nuoro”, che in qualche modo contagia molti degli uomini e donne chiamate a rivestire ruoli apicali nelle forze dell’ordine. Così il nuovo questore di Nuoro, Alfonso Polverino, 56 anni, napoletano, insediato ieri al vertice del palazzone di Viale Europa, ha ammesso di aver vissuto una giornata «di grandi emozioni e ricordi, tornando qui, dove tutto era iniziato trent’anni fa». Raccogliendo idealmente il testimone del suo predecessore, il questore Massimo Colucci che la settimana scorsa, nel prendere commiato, aveva sottolineato «sono e resterò sempre un sardo di Nuoro, Polverino ha spiegato che il suo è un ritorno perché in Barbagia è iniziata la sua carriera nella Polizia di Stato. Il 1989: nel capoluogo vice della Mobile, poi alla direzione del Nucleo prevenzione crimine Sardegna. «Non è la Nuoro di trent’anni fa, allora c’era l’emergenza sequestri di persona. Ora quel reato non esiste più fortunatamente». Il “mal di Nuoro” si è evoluto diventando un “mal di Sardegna”. «Da questa terra non sono più andato via, qui ho costruito la mia carriera e la mia famiglia. Vengo da Napoli, un’altra terra bellissima. Ma è innegabile: qui si vive bene». Della sua esperienza nell’interno dell’isola ha chiaro il ricordo dei tratti umani. «La gente di questo territorio ti studia, ti pesa, riconosce il tuo valore e stabilisce relazioni vere».

Da Nuoro Polverino – laurea in Leggi alla Federico II di Napoli, abilitazione all’esercizio della professione forense – ha iniziato un cursus honorum che si è poi sviluppato negli alti ruoli della Polizia di Stato: al vertice della Digos di Cagliari, «mi sono mosso nell’entroterra e lo conosco bene». Con l’avanzamento della carriera, altre tappe a Firenze, Verona, Genova. Quindi l’approdo, o meglio, il ritorno, a Nuoro.

«Il momento non è dei migliori, abbiamo alle spalle un anno terribile e quello davanti è complicato. Questa terra ha già molti problemi economici, il mio auspicio è che la Polizia sia un punto di riferimento per i cittadini». Sugli ultimi fatti di cronaca che hanno visto protagonisti giovanissimi bulli, ha sottolineato la necessità di un dialogo tra le istituzioni, e il ruolo delle famiglie: «Non si incide nella testa dei ragazzi con la Polizia». Poi via, a salutare amici conosciuti trent’anni fa, rinsaldare fili mai spezzati da quel “mal di Nuoro e di Sardegna”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

[Guarda le Offerte della Pescheria]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *