Il “peso” delle parole vince premio ai liceali di Lanusei – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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LANUSEI. Si intitola “Il peso delle parole”. Porta la firma della 5A del Liceo classico di Lanusei e ha ricevuto una menzione speciale all’Università La Sapienza di Roma. Non finisce qui, perché il video realizzato dagli studenti ogliastrini è stato scelto come rappresentativo per la giornata dell’8 marzo dall’Associazione nazionale di Cultura classica che lo pubblicherà sul proprio sito. «Sapete cosa dite quando lo dite? Sapete che le parole non sono solo parole?». E loro, Andrea Arzu, Edoardo Cau, Davide Colli, Teodoro Deplano, Luca Galli, Giulia Ladu, Maddalena Ladu, Maria Melis, Alessia Murgioni, Elisa Piras, Giacomo Piras, Maya Pompei, Marta Scattu, quelle parole le hanno sviscerate all’infinito, fra etimologie, verbi e significati. Sapientemente ispirati e guidati dalla docente Barbara Tavera, che ha saputo valorizzarne entusiasmo, inclinazioni e spirito critico, il prodotto multimediale veicola un messaggio sull’uso etico delle parole. Ne è scaturita la partecipazione al bando di concorso “KineHellenika. Parole greche in movimento”, in occasione della Giornata mondiale della Lingua greca, lo scorso 9 febbraio, durante il quale il lavoro ha ricevuto la prestigiosa menzione speciale da parte del professore di Letteratura greca all’università La Sapienza di Roma, Di Mauro, il quale lo ha definito una «riflessione metalinguistica di alto valore». «L’idea – sottolinea Barbara Tavera – è scaturita da un elemento che aveva colpito i ragazzi traducendo un’orazione di Lisia, cioè la riflessione etimologica sul verbo greco “commettere adulterio”: deriva da una parola che significa “adultero”, la quale a sua volta deriva da un altro verbo che vuol dire “urinare”. Questo ha letteralmente scioccato e indignato i ragazzi che da lì hanno, tra le altre cose, voluto sottolineare la percezione della donna come mero oggetto e l’assoluta scarsa considerazione del suo volere, della sua totale invisibilità, dal punto di vista del diritto». La gioia è tutta nelle parole dei ragazzi: «Dopo cinque anni di Liceo classico – ha commentato Andrea Arzu – ho capito quanto queste lingue siano così tanto vicine a noi. Tutti abbiamo creduto in questo progetto, perché è ciò che noi siamo». In tempi di dad una parentesi di serenità: «Abbiamo ritrovato un po’ del calore che dà lo stare in gruppo e lavorare insieme a qualcosa – aggiunge Maya Pompei –. La nostra creatività e la nostra voglia di fare, da tempo sepolte e mortificate dalla pandemia e dalle conseguenti restrizioni, hanno finalmente trovato una valvola di sfogo nella realizzazione di questo video». Le fa eco un soddisfattissimo Luca Galli: «Entusiasta, grato, euforico, emozionato… Tutti eufemismi per dire quanto sia grato per aver partecipato al progetto. Sono felice che sia apprezzato e che possa far riflettere tutti coloro che lo guardano».

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