“Il mio canto per Oliena” ai Giardini Calamida – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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OLIENA. Appuntamento domani sera alle 18, presso i Giardini Calamida dove sarà presentato il volume “Il mio canto per Oliena” di Lucia Becchere. Apriranno i saluti del sindaco Sebastiano Congiu. Coordina Lara Serra, vice sindaco e assessora alla Cultura. Relatori: Pietro Cancellu, ex provveditore agli studi di Nuoro; Martino Salis, avvocato, ex sindaco di Oliena. Le letture sono affidate a Felicina Cabboi, già insegnante. La manifestazione sarà allietata da un contributo musicale della Scuola civica di musica della montagna, sezione di Oliena. Poetessa, una vita da insegnante, ora redattrice del settimanale diocesano “L’Ortobene”, Lucia Becchere raccoglie non soltanto testimonianze di ieri ma anche interviste di oggi. Oliena e la sua gente vivono e rivivono a futura memoria. Da Martino Salis a Pasqua Salis, da Gesuino Curreli a Maria Catte, gli olianesi che prendono voce, o direttamente o indirettamente, sono tanti: Giuliana Puligheddu, Dolores Turchi, Cristiano Porqueddu, Mario Massaiu, Pietro Cancellu, Salvatore Mastroni, Fannuccio Loi, Pietrino Monni, Peppino Catte, Mario Melis. Ritratti di persone e personaggi testimoni di come sono cambiati gli anni a Oliena. «Arricchito da numerose fotografie in bianco e nero, il libro è un vero e proprio omaggio alla vita e alla vitalità di Oliena, un inno corale al paese all’ombra del monte Corrasi – scrive Luciano Piras, giornalista del quotidiano La Nuova Sardegna –. Significativa e davvero riassuntiva dello spirito del volume, l’immagine di copertina: “La casa di Santa Maria”, un dipinto di Mario Adolfi che mette in primo piano i bambini. Protagonisti indiscussi di questo viaggio a ritroso, un amarcord che comunque non si ferma al passato più o meno lontano». «Un atto d’amore verso quello che un tempo è stato anche il mio paese e che ancora oggi vive, si nutre e si rigenera nel mio ricordo»: è con queste parole che Lucia Becchere presenta il suo nuovo libro, ancora fresco di stampa. Un viaggio nella memoria personale e collettiva, di famiglia e di paese, tra momenti salienti e figure che hanno lasciato il segno, tra una tappa e all’altra della vita di tutti i giorni. Dai primissimi ricordi al matrimonio, dall’asilo alla cresima, dalle feste alla vendemmia, raccontando la lavorazione del pane “harasau” e “su paralimpiu”. (n.mugg.)

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