Il giovane Alfiere della Repubblica a Roma dal presidente Mattarella – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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MACOMER. La comunicazione ufficiale, forse non a caso, è giunta il 3 dicembre 2021. Proprio nella Giornata internazionale delle persone con disabilità. «L’Alfiere della Repubblica, Nicola Salis, sarà ricevuto a Roma dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, il prossimo 14 dicembre alle 11». Queste le parole che Paolo Maioli, vicepreside del Liceo “Galileo Galilei” di Macomer, ha sentito pronunciare venerdì mattina al telefono da un funzionario del Quirinale. «È stato emozionante ricevere la notizia – ammette il docente – Nel 2020 la cerimonia di consegna degli attestati era stata annullata per via del Covid. Oramai la rassegnazione aveva preso il sopravvento. Non credevamo più al fatto che il nostro ex alunno avrebbe avuto l’onore di partecipare all’evento». E invece, a distanza di oltre un anno e mezzo, il giovane riceverà l’onorificenza di Alfiere direttamente dalle mani del Presidente della Repubblica. Un riconoscimento, assegnato il 22 aprile 2020 dopo la candidatura del 2019, alla sua attività nella Macomerese Special team. All’impegno profuso nei cinque anni trascorsi nell’istituto superiore macomerese per dare vita alla squadra di calcio integrato.

«Non trovo le parole per descrivere ciò che ho dentro – racconta Nicola Salis – Non speravo più nella “chiamata”. Lo scorso gennaio, quando ho ricevuto a casa il plico contenente la medaglia e il certificato, mi sono convinto definitivamente che sarebbe finita lì. Che né io né gli altri ventiquattro Alfieri avremmo mai potuto incontrare di persona Sergio Mattarella. Per questo motivo, quando il professor Maioli mi ha riferito il messaggio, ho provato una felicità immensa. Mancano solo dieci giorni. Aspetto con ansia di ritrovarmi nella sala delle cerimonie per condividere la mia gioia con gli altri ragazzi. Sarà emozionante incontrarli, dopo innumerevoli videochiamate e scambi di messaggi in chat». Ad accompagnare Nicola sarà il papà. Un solo accompagnatore: questo impone il rigido protocollo dettato dalle misure anti coronavisrus.

«Sono stati i miei genitori a decidere chi tra i due sarà al mio fianco per l’occasione. Io non riuscivo davvero a scegliere – spiega il ragazzo – Se sarà consentito, mia madre, che partirà insieme a noi per la Capitale, potrebbe seguire la manifestazione da una sala attigua alla nostra, tramite un maxi schermo». Ma il pensiero di Nicola va anche a tutte le altre persone care che non potranno essere presenti. Alla fidanzata, agli amici, agli ex compagni di scuola e al professor Maioli. «Lo Special team è merito suo. Sarà comunque al mio fianco».

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