Il Covid ha spento i falò in onore di Sant’Antonio

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MAMOIADA. Resteranno nei ricordi di tutte le comunità del centro Sardegna i vespri in onore di Sant’Antonio del 2021. Nessuno crepitio di fiamme e prima ancora nessuna colonna di fumo ad annunciare alle comunità l’accensione dei grande falò. Per la prima volta nella storia, non si è celebrato il rito propiziatorio dei giri attorno al fuoco semplicemente perché quest’anno non è stato possibile accendere i fuochi e celebrare Sant’Antonio come solitamente si usa.

Solo sui social sono state riproposte a cascata le foto dei vespri dello scorso anno, con l’uscita delle maschere nei paesi dove tradizionalmente il fuoco di Sant’Antonio è accompagnato dai riti apotropaici: da Mamoiada a Orotelli, Orani, Fonni, Meana, Austis, ieri pomeriggio era un coro di no sconsolato per un rito che ha il gusto della intimità e della sincera condivisione comunitaria. «A Fonni si è proceduto con solo la parte religiosa, novena e messa con benedizione del pane» spiega la sindaca Daniela Falconi.

«Anche a Orani non si è fatto nulla per rispetto delle restrizioni» commenta invece il primo cittadino Antonio Fadda.

«A Meana – fa sapere il sindaco Marco Demuru – non c’è stata l’accensione del falò e i consueti festeggiamenti civili, ci sarà solo la festa religiosa con la messa alla chiesa di Sant’Antonio. Solitamente è una festa molto sentita e partecipata, infatti un gruppo di donne si occupa sempre della chiesa di Sant’Antonio e di tutti i preparativi per la festa religiosa, nonché il vicinato di Sant’Antonio che è molto attivo e si occupa di organizzare un momento conviviale. Di solito – aggiunge – era consuetudine negli ultimi due anni l’uscita della maschera tradizionale meanese, ma ovviamente si è rinunciato». Ma anche dove le maschere non accompagnano il rito e si da luogo alla semplice celebrazione religiosa e al falò, a Oniferi, Sarule, Olzai, Ollolai, Ovodda, Gavoi, Lodine, Tiana fino in Mandrolisai, con Aritzo, Gadoni, Belvì, Sorgono, Ortueri la mancanza della celebrazione si è fatta sentire. «Quest’anno non c’è stato che una semplice messa in chiesa, poiché non si può scherzare con il pericolo dei contagi» commenta Salvatore Lai. «A Tonara dovremo rinunciare anche al falò per San Sebastiano» commenta invece la fascia tricolore Pierpaolo Sau, mentre a Desulo, dove si festeggia ugualmente San Sebastiano «si pensa alla possibilità di una editio minor – fa sapere il sindaco Giancristian Melis –, ma per Sant’Antonio quest’anno procediamo con la semplicità della celebrazione religiosa e basta».

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