Il canone di affitto non era dovuto: Seddone assolto – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Assolto perché il fatto non sussiste. La sentenza a favore di Pierpaolo Seddone, presidente dell’Aci, accusato del reato di “insolvenza fraudolenta” è arrivata a fine mattina. Difeso dall’avvocato Angelo Merlini, l’imputato nel 2012 aveva preso in affitto un locale commerciale di oltre 600 metri quadri che avrebbe dovuto ospitare gli uffici dell’Automobil club nuorese, la sede del Pra, un’assicurazione e un’autoscuola. Dopo mesi dalla sottoscrizione del contratto, erano iniziati una serie di problemi a causa di inadempienze che il proprietario dell’immobile, Costantino Pirisi (parte civile con l’avvocato Ignazio Sanna) attribuiva a Seddone, e questi, a lui. Da una parte, infatti, la persona offesa pretendeva che l’imputato pagasse l’affitto mensile di quattromila euro secondo quanto pattuito; dall’altra Seddone sosteneva, invece, di non dover pagare alcun canone perché il locale non era stato reso agibile, né era mai stato adeguato alla destinazione d’uso. «Pierpaolo Seddone di quel locale non ne ha mai potuto usufruire perché mancava l’agibilità – aveva spiegato al giudice Falchi Delitala l’avvocato Angelo Merlini nel corso dell’arringa –. Il contratto di affitto prevedeva 6 mesi di comodato d’uso gratuito finalizzato a ottenere le autorizzazioni dall’Aci Nuoro servizi, previa consegna di documentazione che non è mai stata consegnata». Il presidente dell’Aci, come aveva spiegato la difesa prima di sollecitare una sentenza di assoluzione, aveva scoperto che in quei locali mancava il certificato di agibilità, ossia il documento che attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico degli edifici. Di conseguenza aveva ritenuto di non dover portare avanti il contratto. Per il pubblico ministero Francesca Pala, che aveva sollecitato una condanna a sei mesi, «l’imputato aveva creato una società ad hoc, totalmente priva di beni ed era stato inadempiente. E se secondo il contratto la società per i primi 6 mesi non avrebbe dovuto versare il canone di locazione, nel frattempo, però, ci sarebbe dovuta essere una ristrutturazione, per la quale Seddone aveva incaricato Pirisi senza fornirgli i documenti necessari». Anche per la parte civile «l’imputato si era impegnato a pagare un canone a fronte della sola consegna dell’immobile. Nel contratto – aveva detto l’avvocato Sanna – non esisteva alcun vincolo di natura edilizia da parte dell’impresa di Pirisi». Ieri la sentenza. (k.s.)

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