I residenti di Monte Gurtei «Quartiere dimenticato» – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Dista poche centinaia di metri dalla centralissima via Lamarmora così come dalla zona commerciale di via don Bosco, eppure, nel 2021, se si percorrono le strade del quartiere di Monte Gurtei sembra di essere rimasti fermi agli anni ’80 del secolo scorso.

Oggi, vista la posizione geografica, può essere considerato centro cittadino più che periferia, eppure, questa vera e propria terra di mezzo, continua a vivere dimenticata da qualsiasi progetto serio di riqualificazione urbanistica. Questione che non solo colloca il quartiere tra i più vecchi della città e tra quelli a crescita demografica zero, ma che crea infiniti disagi.

Per i residenti del quartiere le chiacchiere stanno a zero ed è arrivato il momento di azioni concrete: «Superato il Quadrivio basta salire per via Ragazzi del ’99 – spiega Maria Luisa Congiu, maestra di 41 anni – ed ecco subito i disagi manifestarsi uno dietro l’altro: marciapiedi completamente dissestati e coperti di erbacce, asfalto, dove c’è, ormai in stato di decomposizione. Con il palesarsi della stagione primaverile – prosegue la maestra – la grande area verde che costeggia la scuola elementare è coperta da una muraglia d’erba. Se si escludono la linea dell’autobus e l’ufficio postale, il quartiere è anche totalmente privo di servizi».

Capitolo edilizia popolare, una delle poche aree in città rimaste in capo al Comune e non ad Area: «Sembra di vivere in un villaggio pericolante a se stante – racconta Antonello Capra, barbiere – Mentre ognuno di noi ha fatto il possibile per riqualificare la propria casa all’interno, è da almeno 30 anni che aspettiamo un progetto serio per gli esterni e per le parti comuni: le facciate verdi sono da rifare così come il tetto per non parlare delle scale e degli infissi negli androni. Una situazione al limite visibile già all’arrivo: manca l’asfalto; e questo contribuisce a creare situazioni di pericolo per i tanti anziani che ci vivono da tempo».

A Monte Gurtei anche tanto degrado e la mancanza, da decenni, di stalli per i parcheggi tracciati così come di una segnaletica quasi inesistente: «Un quartiere di città dove si sperimenta anche l’isolamento e il senso di abbandono dei cittadini e lo si vede nelle strade come la mia – dice l’ex consigliere comunale e residente Paolo Fadda – dove ad esempio il parcheggio è in autogestione. Un quartiere sul quale la politica dovrebbe intraprendere un’azione seria di riqualificazione anche dal punto di vista civico con i giovani: negli ultimi tempi imperversa un po’ di inciviltà che si unisce all’incuria urbana».

Zero crescita demografica e zero giovani, lo dicono anche i numeri della parrocchia di San Paolo: «Tra la seconda elementare e la terza media i bambini del catechismo non sono neanche 100 – dice Grazia Deledda, catechista 66enne – e i ragazzi che frequentano dopo la cresima sono quasi inesistenti. Colpa di un quartiere vecchio e che non offre alternative». Zero alternative e aree di svago, ma tanti i pericoli: «Come il sostegno in ferro costruito sul marciapiede per evitare il crollo del muro dello Zonchello – dice Roberto Marcialis, ingegnere 26 anni – che da anni impedisce il passaggio pedonale. O gli alberi di eucalipto nati da poco che si riversano sulle facciate delle case».

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