I fuochi di Sant’Antonio rinviati anche quest’anno – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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TORPÈ. Le nuove restrizioni anticovid fermano per il secondo anno consecutivo i preparativi per allestire i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate. Una mazzata per centinaia di persone che in paese avevano già organizzato le uscite per raccogliere le frasche e allestire i maestosi carri diventati il simbolo del paese baroniese. I numerosi contagi che si registrano anche in Baronia, non permettono, purtroppo, di tornare alla normalità e a rammaricarsi sono anche il sindaco Martino Sanna e l’assessore alla cultura Marco Zirottu. «Sembrava fosse arrivato il momento di ripartire e volevamo farlo dai festeggiamenti del 16 gennaio che sono l’evento a cui i torpeini tengono particolarmente» dicono gli amministratori –. Invece anche la manifestazione prevista per gennaio dovrà limitarsi alle manifestazioni religiose visto che sono vietati sino al 31 gennaio gli assembramenti e le feste anche negli spazi aperti. Ci dispiace tantissimo – proseguono Sanna e Zirottu – anche perché avevamo già avviato una serie di incontri coinvolgendo i componenti delle compagnie che raccolgono la frasca, le associazioni culturali, il parroco e i cittadini interessati».

Gli incontri propedeutici ad allestire gli eventi che coinvolgono ogni anno migliaia di persone, servivano anche ad allestire una scheda da presentare in Regione per ottenere un finanziamento destinato ai grandi eventi isolani. In questo elenco, può essere certamente inserita la tradizionale sfilate dei carri carichi di cisto, le grandi “navi” che sfilano il 16 gennaio per le vie principali del paese richiamando migliaia di visitatori non solo sardi. Una tradizione che risale al secolo scorso e che vede da fine dicembre, i componenti di sas cumpanzias, ritrovarsi in campagna per estirpare e selezionare il cisto necessario ad allestire i carri.

Si tratta di alcune settimane di lavoro e divertimento che non ha eguali in altri paesi della Sardegna, e che si conclude il 16 gennaio con una sfilata che dura tutto il pomeriggio in nome di “Sant’Anton’e su fogu”. In serata la conclusione con l’accensione del falò e la grande festa nei capienti locali del centro polivalente dove viene allestita una cena comunitaria.

«La nostra idea era quella di puntare su questo progetto – concludono Sanna e Zirottu – ma la salute e la sicurezza dei nostri concittadini vengono prima di tutto. Pertanto, ancora una volta siamo costretti a rinviare tutto. Ci sentiremo con il parroco ma pensiamo che se non arriveranno nuove disposizioni sulla sicurezza sanitaria, l’unica manifestazione consentita per onorare Sant’Antonio Abate, sarà una sorta di mini processione simbolica».

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