I dentisti: «Vaccinate anche noi» – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Hanno atteso pazientemente il loro turno, poi di fronte all’ennesima promessa disattesa hanno deciso di venire allo scoperto. Sono i liberi professionisti della sanità, medici e odontoiatri, che chiedono di essere vaccinati come lo sono stati già nelle scorse settimane i loro colleghi che operano nella sanità pubblica. La protesta riguarda un po’ tutti gli specialisti, dagli otorinolaringoiatri ai ginecologi sino agli odontoiatri. Sono soprattutto questi ultimi a lamentare i rischi che corrono lavorando per diverse ore al giorno con pazienti i quali, per ovvi motivi, non possono indossare la mascherina di protezione durante le sedute. Di questo disagio si fa interprete Davide Montisci, presidente della sezione nuorese dell’Andi, l’associazione nazionale dei dentisti italiani. «All’inizio della pandemia – scrive – lo scorso marzo 2020, una delle categorie alle quali fu richiesto di interrompere la propria attività è stata quella degli odontoiatri. Responsabilmente tutti i colleghi hanno fermato le attività per fronteggiare la prima fase della pandemia. Giustamente la categoria era stata considerata una delle attività maggiormente a rischio, vista sia la vicinanza continua col cavo orale dei propri pazienti, sia la tipologia di prestazioni erogate (con aerosol, nella maggior parte dei casi). Assistiamo, però, con non poca preoccupazione, alla confusione organizzativa relativa alla gestione del piano vaccinale nella nostra Regione, seppur con differenze tra le varie province. Abbiamo necessità – prosegue – che gli odontoiatri, unitamente ai propri dipendenti, siano rapidamente vaccinati e non considerati come medici di serie B. Al momento non sappiamo con certezza quando saremo vaccinati, malgrado blande promesse dagli organismi preposti, e stucchevoli dichiarazioni dell’assessore alla Salute. Abbiamo bisogno di tempi certi per continuare a proteggere i nostri pazienti e i nostri staff. Tutto ciò che abbiamo potuto gestire, come sempre, da soli, è stato fatto. Manca solo il tassello gestito dallo Stato, che è fortemente in ritardo».

Un’altra professione medica che porta a stretto contatto con i pazienti e senza protezioni è quella dell’otorino. «La nostra categoria è molto esposta, inutile sottolinearlo – dice Giuseppe Ticca – . Penso che abbiamo gli stessi diritti dei colleghi che lavorano nelle strutture pubbliche o anche in quelle private che sono già state incluse nei protocolli di vaccinazione. Per quanto ci riguarda invece non abbiamo alcuna notizia su quando verremo vaccinati a nostra volta. Dispiace questo essere lasciati da parte, perché nel corso della pandemia, con gli ospedali in balìa del Covid, il nostro operato è stato ritenuto fondamentale. Fra l’altro molto di noi hanno risposto agli appelli che invitavano a donare mascherine e guanti agli ospedali che nella prima fase dell’emergenza ne erano sprovvisti».

Ancora un dentista, Gianfranco Temussi, componente del consiglio dell’Ordine dei medici e degli odontoiatri di Nuoro e presidente del Cao, il coordinamento che rappresenta la sua categoria. «Certamente tra i liberi professionisti sanitari – scrive Temussi – gli odontoiatri sono tra quelli più a rischio essendo a contatto diretto con i pazienti che non possono indossare la mascherina. Insieme al consiglio dell’Ordine si sono costantemente monitorate le tempistiche delle vaccinazioni purtroppo rallentate dal diradarsi delle forniture da parte delle case produttrici. Al momento nella nostra provincia non sono stati vaccinati i liberi professionisti come anche molti medici del territorio (dipendenti e convenzionati). Ci è comunque stato garantito in questi giorni dai nuovi responsabili provinciali che entro il mese di marzo si partirà con la vaccinazione della nostra categoria».

La buona notizia per i sanitari liberi professionisti arriva da Maria Giobbe, presidente dell’Ordine, dirigente di radiologia al San Francesco, anche se lei stessa raccomanda l’uso del condizionale. «Ho notizia che tra la partita di vaccini appena arrivati all’Assl ci sarebbero anche le dosi per i liberi professionisti, che potrebbero essere vaccinati questa settimana o al più la prossima. Faccio presente che l’Ordine si è sempre fatto interprete delle loro istanze presso Assl e Ats, comunicando gli elenchi dei colleghi interessati», dice Giobbe, che non nasconde il disappunto per le critiche mosse all’Ordine sul caso. Il problema riguarda 150 tra medici e odontoiatri in tutta la provincia. (p.me.)

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