I contagi Covid galoppano, così Gavoi va in zona rossa – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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GAVOI. Gavoi è zona rossa. Da oggi fino al 13 aprile si dovranno seguire in maniera scrupolosa le indicazioni contenute nell’ultima ordinanza del sindaco, la numero 8, che porta la data di ieri. Ordinanza che ha istituito il massimo delle restrizioni per la comunità che a quanto pare avrebbe numeri di soggetti positivi allarmanti. «Ci sono circa 130 persone in isolamento domiciliare per essere risultati positivi al tampone» spiega il primo cittadino Salvatore Lai. Numeri che potrebbero variare perché dopo lo screening di appena qualche giorno fa, fatto in stretta collaborazione con l’azienda sanitaria, su un campione di circa 700 persone (i tamponi erano gratuiti e aperti a tutta la popolazione), sono emersi 16 positivi al tampone rapido, da confermare con tampone molecolare che si svolgerà proprio in questa settimana. Ma sono numerose anche le persone sottoposte a quarantena fiduciaria che sarebbero in attesa di tampone da parte dell’Ats da farsi in altra data. La zona rossa blinda Gavoi che diventa zona interdetta in ingresso e in uscita, fatti salvi i motivi legati al lavoro, o altre motivazioni particolari. Non si potrà circolare all’interno del paese, e i negozi, bar e ristoranti sono chiusi. Rimangono aperti solamente quelli di generi alimentari, la farmacia, edicole e rivendite di tabacchi. Rimangono chiuse le scuole di ogni ordine e grado, e si continuerà con la didattica a distanza fino a data da stabilirsi. Rimane chiuso il cimitero, e tutti i parchi urbani, così come la biblioteca, mentre il Comune con tutti i servizi saranno raggiungibili solo previa telefonata. La situazione è oggettivamente grave e preoccupa parecchio gli amministratori comunali alle prese con la gestione di una emergenza che riporta numeri mai visti in Barbagia. Un’ondata figlia della zona bianca che ha donato la tranquillità, dopo un anno di limitazioni e fatto abbassare la guardia. «Ora siamo chiamati tutti a fare un grande sforzo – spiega Salvatore Lai –, e lo dobbiamo fare con la consapevolezza che solo con la collaborazione di tutti si potrà tornare presto alla normalità. La zona rossa appena istituita non aggiunge molto a quanto si era disposto nella precedente ordinanza, se non le limitazioni alla circolazione, necessarie per creare le condizioni per bloccare l’avanzata di questo virus. Senza dubbio ci troviamo davanti a un’alta contagiosità, per questo è necessario prestare ancora più attenzione e lavorare uniti per uscirne fuori. Dobbiamo pensare sopratutto a quei soggetti fragili che potrebbero subire conseguenze dal fatto di essere contagiati». Nel paese, già provato economicamente dalla grave crisi, e ora con il gravame di questa inevitabile chiusura totale, sarà una settimana decisiva. Anche la campagna vaccinale prevista nella Casa della salute, probabilmente sarà condizionata da questo stop e dovrà attendere il miglioramento della situazione.

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