I bebè fanno crescere Mamoiada – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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MAMOIADA. Si sono fatti avanti uno ad uno. Da gennaio fino ad ora, altri quattro arriveranno dicembre. Giusto per chiudere l’anno nel migliore dei modi nel mese delle feste per antonomasia. I fedales 2021 sono finalmente tanti come da tempo non se ne vedevano (l’anno scorso erano meno della metà) e si registravano agli uffici dell’anagrafe del Comune di Mamoiada. Elias, Agata, Giorgia, Gioia, Francesco, Daniele, Maria Grazia, Enya, Azzurra, Sara, Alessandro, Adriano, Francesco, Antonio, Diego, Lucrezia, Giovanni, Maria Grazia sono i nomi di battesimo dei nuovi arrivati. Un vero mix tra tradizione e modernità.

«In questo 2021, ancora tempo di pandemia con tante notizie drammatiche e situazioni difficili, le campane hanno suonato spesso con tristezza, per tanti che sono mancati», ha detto il parroco don Salvatore Orunesu che ha celebrato 19 funerali, eventi funesti per fortuna superati dalle gioia dei fiocchi rosa e azzurri che nelle case del paese hanno portato una ventata di felicità e allegria. «Perché suonare le campane solo per chi muore? Suoniamole anche per chi nasce!», ha detto il sacerdote che ha accompagnato con un risuonare lieto l’arrivo dei bebè. «Auguriamo ai genitori di mettere al mondo altri figli, fratellini, sorelline, di regalarci altri figli (e noi li sosterremo!) guardando ancora alla vita e alla provvidenza con fiducia e speranza perché dice il Salmo 127 “ecco eredità del Signore sono i figli, è sua ricompensa il frutto del grembo. Come frecce in mano a un guerriero sono i figli avuti in giovinezza. Beato l’uomo che ne ha piena la faretra: non dovrà vergognarsi quando verrà alla porta a trattare con i propri nemici», dice il parroco di Mamoiada trovando conferme e conforto anche nelle sacre scritture.

Sicuramente una buona qualità della vita, l’occupazione in netta ripresa nelle attività tradizionali, in particolare nel settore vitivinicolo sono tutti aspetti positivi che fanno la differenza e convincono tanti giovani a mettere su famiglia e ad investire negli affetti e nella ricchezza che arriva dai figli. Se poi a questi fattori che ovunque fanno la differenza ci aggiungiamo poi un’offerta culturale importante e l’abitudine ormai consolidata al confronto con altre realtà il boom delle nascite ha più e complesse spiegazioni. Nel 2020 i nuovi nati erano stati appena dieci, un brusco calo rispetto al passato quando all’ufficio anagrafe raramente di andava nell’ultimo decennio almeno sotto le venti unità. Così dopo la contrazione improvvisa dell’anno che ha segnato l’inizio della pandemia si riprende ad attestarsi verso numeri accettabili, anzi incoraggianti. Già dieci nei primi quattro mesi tra fiocchi rosa e azzurri, ma il trend con tanti altri nuovi parti nell’anno in corso è in ascesa e ha toccato un piccolo ma significativo record di bebè con una leva finalmente numerosa. «Sicuramente è un segnale importante per il superamento della difficile fase storica che stiamo vivendo. Le piccole comunità troppo spesso sono lasciate a se stesse, nel tentativo difficile di sopravvivere al costante declino demografico che erode quote importanti di comunità», ha detto il sindaco Luciano Barone. «Mamoiada in piena autonomia cerca di rallentare questa tendenza scommettendo sulle proprie potenzialità che si ancorano sulle produzioni fortemente identitaria legate ad una tradizione culturale millenaria. Turismo che partendo dalle nostre tradizioni, utilizzate con consapevolezza e saggezza, crea opportunità occupazionale per i giovani che scommettono nel diventare famiglia e investono nei propri figli. Chissà forse domani riusciremo ad non essere più soli in questo cammino e verremo accompagnati e salvaguardati anche da istituzioni più alte che oggi decidono sui tavoli come investire le risorse del piano economico più maestoso dell’epoca recente».

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