I 7500 pasti della Caritas nell’anno del coronavirus

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NUORO. Oltre 7500 pasti distribuiti nel solo 2020 e circa 50 le consegne a domicilio, suddivise tra pranzo e cena, effettuate nella sola giornata di ieri. Sono questi i numeri della mensa della Caritas diocesana che anche ieri, nel primo giorno dell’anno, ha garantito un pasto caldo a domicilio. «In questo momento i volontari impiegati sul campo sono circa 15 – spiega suor Pierina Careddu, direttrice della Caritas diocesana –. In genere sono molti di più ma alcuni a causa delle restrizioni anti Covid non hanno potuto riprendere il servizio soprattutto per preservarsi dall’età avanzata».

Il coronavirus ha cambiato il modo di fare volontariato anche per la Caritas soprattutto per quanto riguarda il servizio mensa che, quando si è potuto tenere in presenza si è comunque dovuto modificare a causa delle norme igienico sanitarie: «Un anno particolare – racconta ancora la direttrice della Caritas – durante il quale anche i turni di accesso degli ospiti si sono dovuti organizzare all’insegna del rispetto delle indicazioni date dal governo nazionale. Fortunatamente il servizio mensa non si è mai interrotto: quando non si è potuto consumare in presenza perché le restrizioni non lo consentivano, il pasto caldo veniva ritirato in loco in modalità di asporto, successivamente, i nostri volontari sono andati a portarlo casa per casa come dei veri e propri missionari».

In questo 2020 segnato dal Covid-19, la Caritas nuorese ha registrato un consistente aumento di nuove povertà in città: «Tanti i servizi offerti in questo tempo complicato – dice suor Pierina Careddu –. Non solo i pasti ma anche la spesa e i sostegni psicologici. Le persone che chiedono aiuto sono aumentate e sono in particolare famiglie che mai avrebbero pensato di finire in povertà o di non avere soldi per fare la spesa. Povertà nuove e improvvise che purtroppo sono nate anche nel mondo delle giovani coppie. Mentre l’emergenza sanitaria può attenuarsi quella economica purtroppo può solo aumentare ma questa crisi ci ha lasciato anche risvolti positivi: tante sono le testimonianze di partecipazione attiva e maggiore è il senso di appartenenza alla comunità. Sarebbe bello che anche i giovani della città facessero la loro parte affacciandosi al mondo del volontariato».

La gestione della mensa di via Lombardia è affidata alla fondazione “don Graziano Muntoni” che è il braccio operativo della Caritas diocesana: «A Nuoro c’è una generosità incredibile da parte dei cittadini – spiega il presidente della fondazione don Francesco Mariani –. Un cuore grande rispetto alle difficoltà che qui pulsa forte e che in molte altre città non hanno: ci sono collaborazioni importanti che non vengono pubblicizzate e che ci permettono di raggiungere infiniti obiettivi umanitari». Pasti ma non solo, le esigenze sono tante, come spiega il sacerdote: «Ai 7500 pasti del 2020 bisogna aggiungere tutti quelli che non passano per la mensa ma che passano tramite tutti gli altri servizi anche di gran lunga superiori. C’è chi ha bisogno di pagare la bolletta o di avere un sostegno per una attività appena aperta e che paradossalmente non può avere bonus dal governo centrale. Sotto il mare calmo della società nuorese c’è di tutto, ad esempio, tanti sono gli interventi anche su borse di studio a favore dei più giovani».

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