I 104 anni del “reduce” dell’Armir – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. «Essere riuscito a raggiungere il traguardo del centoquattresimo compleanno, nonostante le tante vicissitudini che ho dovuto affrontare, non è stato un merito ma un privilegio. La vita con me tutto sommato è stata generosa». Lo sottolinea Mario Congiu, quintogenito dei sette figli (5 maschi e 2 femmine) messi al mondo da Giuseppina Casula, casalinga, e Pietro, sarto, nato a Villaputzu il 7 maggio 1917, mentre era in corso la prima guerra mondiale, il giorno in cui la chiesa venera i santi Flavia e Fulvio. L’ultracentenario ha avuto una infanzia e una adolescenza serena. Ha frequentato con profitto le sei classi della scuola elementare e ha conseguito con buoni voti la licenza. Nel 1938 è partito per prestare il servizio militare di leva. Dopo avere assolto agli obblighi non è potuto rientrare a casa, in Sardegna, perché nel frattempo l’Italia era entrata in guerra. Ha fatto parte del corpo di spedizione italiano in Russia (Armir). Dopo l’offensiva sovietica, nel corso della precipitosa ritirata nella steppa, ha avuto un principio di congelamento ad un piede. «Devo la vita a una famiglia di contadini russi che mossi da compassione mi ha curato e sfamato» afferma . Rientrato in Italia, dopo l’armistizio di Cassibile (3 settembre 1943) e la firma della resa incondizionata dell’Italia agli alleati anglo americani, si è aggregato alla formazione garibaldina partigiana biellese assumendo come nome di battaglia “Cris”. Si è distinto per il coraggio e lo sprezzo del pericolo Nel 1945, dopo la conclusione della guerra, è rientrato in Sardegna. «Un faticoso viaggio in piroscafo da Napoli a Cagliari», racconta. Pochi mesi dopo ha partecipato con successo ad un bando indetto per l’arruolamento come agente nella Polizia di stato. Come prima sede è stato assegnato alla questura di Palermo che era impegnata nella “caccia” al bandito Giuliano. Il 18 ottobre del 1947, dopo un lungo fidanzamento, si è sposato con Albina Casula con la quale “filava” da prima di partire per il servizio militare di leva. Dopo il matrimonio sono andati a vivere a Nuoro dove nel frattempo era stato trasferito e ha prestato sempre servizio, fatta eccezione per una breve parentesi a Macomer (1959-60) sino al collocamento in pensione avvenuto nel 1974. Dall’unione sono nati due figli Graziella (72 anni) e Augusto (69 anni). Entrambi vivono a Nuoro. Per diversi anni Mario Congiu è stato responsabile del garage della prefettura di Nuoro e ha fatto l’autista del prefetto. Nonostante gli impegni di lavoro ha sempre trovato il tempo da dedicare ai suoi hobby: la pesca, sia di mare che d’acqua dolce, la cura dell’agrumeto e il podismo. Tifosissimo del Cagliari e appassionato di ciclismo, passa il tempo leggendo e per tenere la mente in esercizio compilando cruciverba, parole incrociate, rebus, Ora vive con la figlia Graziella, il genero Giovanni e Paolo e Alessandro due dei quattro nipoti. «La pandemia da covid 19 mi ha sconvolto la vita. Sono sopravvissuto alla influenza spagnola che tra il 1918 e il 1920 nel mondo ha provocato milioni di morti. Mi auguro di essere vaccinato al più presto. Raffaella Podda, la mia dottoressa, si è impegnata a farlo e si sta adoperando per reperire la dose di vaccino “Moderna”, che è quella più indicata per la mia età».

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