Grazia Deledda la rivoluzionaria – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. «Siamo fieri di aver steso un programma complesso e articolato che rende omaggio a una grande donna il cui messaggio profondo è spesso poco compreso». Stefania Masala, commissario straordinario dell’Isre, l’Istituto superiore regionale etnografico, annuncia le celebrazioni in onore di Grazia Deledda per il 150° anniversario della nascita. Primo evento in programma, la première del film “Grazia Deledda la rivoluzionaria” di Cecilia Mangini, che verrà trasmesso durante IsReal, il Festival del cinema del reale, in calendario a Nuoro dal 25 al 30 maggio. Un omaggio dovuto alla scrittrice nata a Nuoro il 28 (secondo alcuni studiosi il 27) settembre del 1871, seconda donna in assoluto e prima italiana (e finora unica) a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura. Donna cui è stato dedicato persino un cratere di 32 km di diametro sul pianeta Venere.

L’Accademia di Stoccolma le ha conferito il Premio Nobel per la Letteratura, nel 1926, il riconoscimento più prestigioso, ambito da ogni scrittore: prima e unica donna italiana (nel 1986 arriverà Rita Levi Montalcini, ma per la Medicina). Grazia Maria Cosima Damiana Deledda, nota semplicemente come Grazia, o in sardo Gràssia, era nata a Nuoro il 28 settembre del 1871: esattamente 150 anni fa. Per celebrare la scrittrice che da autodidatta seppe raccontare magistralmente la Sardegna e la sua gente, la donna che ruppe ogni convenzione sociale scrivendo da sola il proprio destino, l’Isre, l’ente custode della Casa Museo dove il Premio Nobel nacque, oltre che di suoi numerosi manoscritti, ha avuto l’incarico di avviare l’organizzazione del programma delle celebrazioni e che sarà ricco e articolato di eventi, anche itineranti. «La scrittura della Deledda – riprende la commissaria Masala – indaga la crisi dell’esistenza davanti allo smarrimento delle coscienze deluse dalle promesse del Positivismo di stampo Ottocentesco: la salvezza arriva da un ritorno alla fede, dal sacro, dalle radici, elementi di cui i suoi romanzi sono intrisi, e ci offre un messaggio di speranza: oggi come ieri, nei momenti di crisi bisogna recuperare i valori della tradizione». «La Deledda – prosegue Masala – è stata la più importante scrittrice italiana di sempre. La celebrazione non vuole solo essere il momento del ricordo e dell’omaggio, ma soprattutto vuole esaltare la donna, il suo spirito avanguardistico e al tempo stesso tradizionale, l’animo orgoglioso e battagliero, la sua tenacia e granitica resistenza alle avversità, il suo sguardo femminile del mondo e sul mondo. Vuole essere un ringraziamento a quella donna sarda che amava la sua Sardegna, e da cui si era allontanata per crescere e coltivare il sogno di rendere omaggio alla sua amata terra. Io credo che debba uscire dal cono d’ombra in cui spesso è rilegata, e le iniziative dell’Isre mirano proprio a farla conoscere il più possibile, riscoprirne la figura e l’attualità dell’opera».

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