Fumogeni durante la partita: tifosi della Torres a processo – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. La questura di Nuoro aveva preso provvedimenti contro alcuni supporter rossoblù che durante il derby Nuorese-Torres dell’8 gennaio 2017 avevano creato disordini durante la partita. Per alcuni era stato emesso il Daspo. Ieri davanti al giudice Angelicchio si è celebrato il processo a carico di quattro tifosi sassaresi: Sandro Fadda, Stefano Fiori, Mario Caredda e Giovanni Mario Fiori (difesi dagli avvocati Antonio Falchi e Vittorio Campus), accusati di aver danneggiato una rete di protezione dello stadio Frogheri e di aver acceso fumogeni e petardi durante la partita. Sono stati sentiti i testi del pm Francesca Pala, tre agenti della Digos che avevano ripreso da punti diversi del campo le tifoserie, e svolto le indagini per identificare le persone che si erano rese responsabili dei reati. «Per questioni di sicurezza erano stati organizzati ingressi diversi per evitare che le due compagini si incontrassero – ha detto il sovrintendente Giovanni Vacca –. Ai tifosi della Torres era stato destinato l’accesso dal lato di via Aosta, mentre ai verdazzurri, l’ingresso da Piazza Sardegna. Avevamo posizionato delle telecamere che riprendevano le tifoserie. All’ingresso le persone venivano fotografate ma non perquisite. Una volta iniziata la partita, dalla parte della tifoseria rossoblù si erano visti fumogeni colorati e c’era stata l’esplosione di due petardi in concomitanza di un rigore. In particolare – ha aggiunto – Stefano Fiori (tifoso n. 5 per gli inquirenti), appariva nelle riprese mentre raccoglieva un fumogeno e lo faceva passare tra la rete. Giovanni Mario Fiori e Mario Caredda, invece, erano saliti sulla rete che era stata danneggiata». E proprio in relazione alle foto e alle annotazioni che indicavano i comportamenti assunti dai tifosi, l’avvocato Falchi ha chiesto al teste se il tifoso “n. 1”, indicato nella relazione come responsabile del danneggiamento della rete che era stata strappata, fosse uno degli imputati. «No» ha risposto il sovrintendente. Per la difesa, infatti, due dei tifosi a processo erano saliti solo dopo sulla rete e si erano messi a cavalcioni. (k.s.)

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