Fotovoltaico, lo stop del Comune – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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MACOMER. Il tema è di strettissima attualità, e non solo a livello locale, perché dal 2018, con la modifica regionale del limite fissato per l’insediamento del fotovoltaico a terra nelle aree industriali, si possano occupare terreni fino al 35% del totale. Non a caso in tutta l’isola, da Carbonia a Villacidro, da Porto Torres a Ozieri passando per Lula e Ottana, si moltiplicano i progetti per la costruzione di vasti campi per la generazione di energia elettrica da fonte solare. A Macomer, nel corso dell’ultimo consiglio cittadino, l’amministrazione comunale, prendendo atto del processo in corso nella zona industriale di Tossilo, ha deciso di adottare una delibera che intende porre un argine a quello che è stato definito «un uso indiscriminato del territorio».

Lo strumento utilizzato per tradurre nella pratica la volontà politica espressa dall’ente guidato da Antonio Onorato Succu è una variante al Piano urbanistico comunale. Il consiglio si è espresso all’unanimità dei presenti per rimodulare l’insediabilità degli impianti, andando a disciplinare la loro installazione nella subzona D3 dell’area industriale. Materialmente, la modifica sottrae e mette al riparo circa 30 ettari di superficie sui complessivi 85 che fino a ieri, a Tossilo, potevano essere ricoperti da pannelli fotovoltaici. L’azione pianificatoria va ad incidere direttamente, ponendovi un limite, sulle scelte in capo al Consorzio industriale di Macomer, con il quale il Comune era entrato in contrasto proprio sulla cessione dei terreni a privati per l’insediamento di campi solari.

«Quelle aree, classificate come compromesse, in realtà non hanno mai subito un uso industriale o antropico – ha spiegato l’assessore Andrea Rubattu – sono lotti sostanzialmente vergini e quindi credo sia improprio destinarle al fotovoltaico a pavimento. Sarebbe un utilizzo indiscriminato del suolo a beneficio esclusivo delle multinazionali. Noi auspichiamo insediamenti di altra natura su quei lotti. Sono già 30 gli ettari attualmente destinati al fotovoltaico a Tossilo. Fino ad oggi abbiamo dovuto subire le scelte regionali, da domani non sarà più così».

A parlare chiaramente della necessità di «arginare la speculazione selvaggia del territorio» è stato il sindaco Succu. «Viene consentito ad aziende, spesso multinazionali, di accumulare con questi metodi grandi capitali, senza che vi siano ricadute reali sulle comunità, neppure con sgravi sui costi dell’energia consumata dai sardi. Non vi è nessun vantaggio per i cittadini» ha scandito il primo cittadino prima di esprimere le sue valutazioni sul Consorzio industriale, oggetto di aspre contestazioni da parte di tutti gli intervenuti nella discussione.

Se per Antonio Succu l’ente in liquidazione non solo non coinvolge i Comuni, ma neppure lavora per incentivare l’insediamento nell’area di nuove attività produttive, per il capogruppo Gianfranco Congiu il Consorzio, guidato da un commissario liquidatore, può svolgere solo un ruolo di ordinaria amministrazione e non certo «esercitare poteri di pianificazione di cui non dispone».

A richiamare direttamente lo scontro sul tema tra il Consorzio e la Tossilo SpA è stata Rossana Ledda, che ha ricordato come il progetto per la produzione di energia da fonti rinnovabili presentata dalla società pubblica non ha mai ricevuto una risposta da parte dell’ente consortile.

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