Forestas indennizzerà i comuni – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Una piccola rivoluzione in materia di usi civici ha fatto capolino nella Omnibus. Un emendamento all’articolo 26 della legge, licenziata la scorsa settimana dal Consiglio regionale, consentirà ai comuni di utilizzare il tesoretto incamerato dal rinnovo delle concessioni all’agenzia Forestas, per lo più ricadenti in terre civiche, per progetti di pubblica utilità. «Questo emendamento entra nel merito dell’articolo 26 , il quale introduce un comma all’articolo 37 della legge regionale 12 sugli usi dove i sostanza si dice che i territori verranno indennizzati, nello specifico quei territorio che una cambio di destinazione d’uso», spiega il consigliere regionale ogliastrino Salvatore Corrias (Pd) che ha presentato l’emendamento poi approvato dall’aula. Inizialmente l’articolo 26 prevedeva che gli indennizzi previsti venissero reinvestiti negli stessi comparti forestali ma l’emendamento di Corrias, sino a poche settimane fa sindaco di Baunei, centro dell’Ogliastra con un vastissimo territorio assoggettato quasi per intero all’uso civico, lo ha espunto. «In questa maniera – sottolinea – viene rispettato lo spirito della legge del 1994 che prescrive che, “uti cives”, tutti ne possono beneficiare».

Ciò che salta subito all’occhio è l’entità delle risorse economiche che presto finiranno nelle casse comunali : la relazione che accompagna l’articolo 26 della Omnibus individua in 25 euro per ettaro all’anno la cifra deve essere corrisposta dall’agenzia all’ente locale come indennizzo per la sospensione dell’uso civico. 25 euro ad ettaro che, moltiplicati per le migliaia di ettari dei cantieri forestali gestiti dall’agenzia, sono davvero una bella somma. I comuni del Nuorese e dell’Ogliastra, territori dove importante è la presenza dei cantieri forestali ma anche del resto della Sardegna, presto potranno far affidamento su questa importante dotazione economia perché la maggior parte delle convenzioni trentennali delle superfici comunali attivate nel 1991 o nel 1992, tranne Oristano dove scadono nel 2033, scadono nel 2021 o 2022. Quest’ultimo emendamento riporta all’attenzione la complessa materia dell’uso civico e la necessità di una revisione della 12, una legge che per certi versi presenta importanti lacune.

Gli amministratori locali hanno chiesto che vada rivista nel suo impianto perché oramai non risponde più alle esigenze dei territori. Sono sempre più numerosi gli enti locali che considerano questi diritti (per lo loro natura giuridica inalienabili, inusucapibili e imprescrittibili) non più come un anacronistico retaggio feudale e quindi un vincolo da eliminare ma, piuttosto, come una concreta opportunità di sviluppo e uno strumento di tutela ambientale e paesaggistica. L’uso civico, peraltro, è presente nella stragrande maggioranza dei comuni isolani. Secondo l’ultimo report della Regione, che ancora deve completare l’accertamento, i comuni dove sono presenti i demani civici son 347 su 377 , pari al 92 per cento. L’estensione complessiva delle terre collettive finora accertate è di circa 306mila ettari, pari al 12,64 per cento del territorio regionale. Si tratta di un patrimonio enorme che dovrebbe essere al centro di un’accurata azione di pianificazione e programmazione. Su questi aspetti si concentrerà il convegno, organizzato dal Cal su richiesta dello stesso Corrias e con il patrocinio dell’Ordine degli avvocati di Lanusei, che si terrà venerdì 12 novembre al teatro San Francesco di Tortolì alla presenza di amministratori, giuristi ed esperti del settore.

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