Folla all’hub di Macomer misure anti Covid violate – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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MACOMER. La scelta di creare le liste dei soggetti fragili a cui somministrare i vaccini, suddividendoli in base al Comune del Marghine di residenza, è stata un fallimento. Ha causato polemiche, ritardi e assembramenti. Giovedì pomeriggio fuori dal palazzetto dello sport di Macomer sono state violate tutte le misure anti Covid e pure il sacrosanto diritto alla privacy. Decine e decine le persone accalcate. Nessun percorso dedicato. Poche transenne, posizionate nei punti sbagliati. Servizio d’ordine ben al di sotto delle aspettative. Informazioni confuse e frammentarie. Questo lo scenario che ci si è trovati di fronte. Non sono mancati neppure i litigi tra “vicini di fila”. Una situazione, a tratti surreale, dove a farne le spese sono stati gli utenti. Molti quelli rispediti a casa perché i loro nomi non figuravano nei famigerati elenchi. L’errore di fondo dovuto a una comunicazione errata da parte di alcuni medici di famiglia. Tante le persone convinte di essere state inserite nelle liste alle quali, una volta raggiunto l’hub, non è rimasta altra scelta che fare dietro front. I duecento fortunati che, invece, hanno potuto oltrepassare la soglia dell’impianto sportivo, sono stati costretti a lunghe file. L’iter che precede l’inoculazione del siero necessita di calma e di un’attenta analisi del quadro clinico del paziente. Ma l’altro ieri i camici bianchi volontari erano davvero troppo pochi per poter pretendere che le operazioni si svolgessero in modo più veloce. All’improvviso, intorno alle 17.30, dopo circa tre ore di caos, è giunta la notizia. «Ci sono 100 fiale a disposizione, in aggiunta alle 200 previste» ha fatto sapere l’Assl. Da quel momento in poi i telefoni dei sindaci sono diventati incandescenti. È cominciata la corsa estenuante al reclutamento delle persone da immunizzare. La maggior parte di coloro che erano stati invitati a presentarsi oggi, hanno risposto all’appello. E così, in fretta e furia, si sono dovuti rimettere in macchina per raggiungere Macomer e ottenere la tanto agognata dose di Pfizer o di Moderna. La speranza è che episodi di questo genere non si verifichino mai più. È inconcepibile assistere a quel che è successo nel pomeriggio del 20 maggio. La campagna vaccinale nel Distretto di Macomer, in forte ritardo rispetto ad altre zone dell’isola, ha messo a nudo ancora una volta tutti i suoi limiti. Sarebbe ora di cambiare passo, già dalla giornata odierna. «Non ci saranno più suddivisioni in base al paese. Si accederà in ordine di arrivo. Com’è sempre stato» le parole del sindaco, Antonio Succu.

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