Focolaio covid alla Assl: colpiti vertici e impiegati – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Il Covid 19 si è insinuato subdolo tra le mura della direzione sanitaria della Assl di Nuoro. Sono cinque le persone che lavorano nella palazzina di via Demurtas, risultate positive al virus nel corso della campagna regionale di screening “Sardi e sicuri”. Si tratta di alcune figure apicali dell’area sociosanitaria e dei loro stretti collaboratori. I casi riscontrati tra i dirigenti e gli impiegati della Assl nuorese rappresentano la riprova di quanto, purtroppo, si sa da tempo: il Covid 19 riesce a colpire chiunque, anche chi ha una certa dimestichezza con le procedure anti contagio, e ovunque. Nel caso della direzione sanitaria il virus è riuscito ad entrare in un luogo che, in teoria, dovrebbe essere tra i più sicuri.

La notizia dei contagi tra le fila della dirigenza è di poche ore fa. Subito dopo la scoperta, l’Assl è corsa ai ripari: chiusi gli uffici nel centro della città i responsabili dell’Igiene pubblica hanno avviato il tracciamento per risalire ai contatti stretti dei cinque positivi, contatti che sono stati sottoposti a loro volta agli accertamenti, e dato il via alle operazioni di sanificazione nei locali che durante la settimana lavorativa ospitano una quindicina di persone. I cinque fanno parte degli oltre 82mila cittadini che nel passato fine settimana si sono sottoposti ai test rapidi della seconda tappa della campagna coordinata dal microbiologo dell’Università di Padova, Andrea Crisanti, che ha coinvolto tutti i 52 di comuni del Nuorese.

I pochi casi riscontrati fotografano una situazione incoraggiante anche se l’affluenza non è stata quella prevista inizialmente.

Nella prima fase, il 6 e il 7 febbraio, i positivi confermati dall’esito del tampone molecolare sono stati 28. Nella giornata di sabato risultano confermati dal tampone molecolare solo 22 casi, mentre sono attesi i risultati definitivi della seconda giornata.

Nessuna ufficialità si ha, sul numero dei casi che, positivi ai test rapidi antigenici si sono poi rivelati negativi al riscontro successivo con il molecolare, il più attendibile tra gli esami a disposizione. Questo perché secondo le direttive del Ministero della salute si può parlare di positivi solo nel caso in cui vengono utilizzate due modalità diagnostiche: il molecolare e il test immunofluoridico, autorizzato dall’Aifa appena due settimane fa ed equiparato al primo.

«Per lo screening possono essere utilizzate diverse modalità, ma i test utilizzati da noi in questo piano di monito-raggio hanno sensibilità diverse il cui esito deve essere confortato dal tampone molecolare» sottolinea il commissario Ats, Massimo Temussi, che ha proseguito nella linea inaugurata a nella seconda tornata dello stress test dell’Ogliastra, il primo banco di prova per il piano Crisanti. Nelle prime due giornate l’organizzazione aveva reso pubblici anche i dati sui positivi al test antigenico non confermati dal molecolare. Nella seconda tornata l’azienda della salute aveva invece deciso di non rendere pubblici tutti i dati comunicando solo i positivi al molecolare.

«Questo – conclude Temussi – è quanto ci chiedono dal Ministero».

Screening e vaccini sono le due armi in mano ai vertici della sanità isolana per contrastare il diffondersi del virus. Il primo a breve approderà in un altra zona della Sardegna, il secondo sta andando anti tra qualche difficoltà: gli ultimi a segnalare la mancata inclusione nelle liste sono stati i medici e i dentisti che lavorano in regime libero professionale.

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