Focolaio alla San Giuseppe monoclonali per 2 donne – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Due delle ospiti della Casa San Giuseppe in via Manzoni, una donna di 44 anni e una donna di 73 anni, sono state sottoposte alla terapia monoclonale anti-Covid. Le due donne sono tra le ospiti della casa di accoglienza dove da lunedì è stato accertato un focolaio di Covid che ha riguardato tutte le dieci persone accolte e il responsabile della struttura, che fa capo alla Curia. Il trattamento con gli anticorpi monoclonali è stato avviato al San Francesco di Nuoro, uno dei 120 centri in 19 regioni italiane individuati dall’Agenzia italiana del farmaco per l’attuazione del protocollo. All’ospedale il riferimento è il reparto di Ematologia. Gli ematologi e il personale del reparto ieri hanno somministrato la terapia nell’ospedale da campo allestito nel parcheggio dell’ospedale per fronteggiare la seconda ondata del Covid, ma rimasto praticamente inattivo. Le pazienti sono state accolte in regime di day-hospital per la durata del trattamento, e poi sono state riaccompagnate alla Casa San Giuseppe. La terapia monoclonale è la nuova frontiera per aggredire il Covid all’insorgenza: tra i requisiti per poter utilizzare gli anticorpi, c’è la presenza di sintomi di grado lieve-moderato di recente insorgenza (non più di sette giorni), in pazienti non ospedalizzati e non sotto ossigeno e con fattori di rischio elevato, come particolari patologie, obesità, immunodepressi.

Nella Casa San Giuseppe il focolaio è stato accertato lo scorso lunedì dall’Unità mobile di mutuo soccorso, l’associazione no profit sorta a dicembre in città grazie a un gruppo di volontari, in gran parte professionisti della sanità, che, integrandosi con le Usca, i medici di famiglia e la Assl vanno a casa dei malati e ne monitorano i parametri del decorso del virus. L’Umms è intervenuta nella struttura con una squadra composta da un medico e due infermieri dopo una segnalazione arrivata da alcune ospiti della casa di accoglienza. Vista la gravità della situazione sono stati subito fatti i test antigenici che hanno dato esito positivo. Quindi si è chiesta l’autorizzazione al vertice dell’Assl di svolgere i test molecolari che hanno confermato il contagio delle undici persone. Subito dopo è stato avviato il protocollo, nella stessa Casa di accoglienza: ecografia polmonare per il caso più grave, l’avvio dell’ossigenoterapia, e l’attivazione del sistema di telemedicina per il monitoraggio dei parametri vitali. Contestualmente ne è stata data segnalazione al Comune e alla Curia, mentre dalla Assl è stata attivata l’Usca. Della situazione alla Casa San Giuseppe si è occupato il Coc comunale, convocato dall’assessora alla Protezione civile Valeria Romagna, che anche ieri ha presieduta un’altra riunione del Coc. E, sempre ieri, due delle ospiti che avevano i requisiti sono state sottoposte al trattamento con gli anticorpi monoclonali.

Intanto, nel capoluogo continuano a crescere i positivi al Covid 19. Ieri erano 422; 32 in più rispetto al giorno prima. Numeri preoccupanti, la cui ingravescenza aveva già portato il sindaco di Nuoro Andrea Soddu a chiudere le scuole (fino alla prima media) ancora prima che la Sardegna venisse dichiarata zona rossa. E preoccupa anche la situazione del San Francesco, tra Rianimazione, reparto Covid e Pronto soccorso, stritolati in mezzo al tutto esaurito dei pazienti e le drammatiche carenze del personale.

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